L’intervista a Pina Picierno, deputata europea che ha appena lasciato il Pd per una scelta “liberale”, affidata ad Alan Friedman, collaboratore esterno. La redazione de La Stampa protesta contro il direttore Malaguti: non poteva farla chi segue giorno per giorno il Pd? O il corrispondente da Bruxelles? Il problema dell’uso eccessivo dei collaboratori esterni da tempo nel quotidiano torinese è oggetto di contestazione. Perfino la nuova proprietà Sae ne ha fatto cenno, segnalando che si tratta di un capitolo di spesa da razionalizzare (700 nomi per 4 milioni di spesa l’anno).
L’intervista a Picierno occupa l’intera pagina 14 (“Conte condiziona Schlein. Il populismo 5S allontana il Pd dall’Europa e dalla Nato”).
“gornate inutili”
“L’utilizzo di collaboratori esterni, più o meno illustri e quotati, al posto di colleghi bravi e preparati -dice il comunicato del Comitato di redazione- da tempo purtroppo sottrae spazio ai giornalisti de La Stampa, rende spesso inutili intere giornate di lavoro e ne mortifica la professionalità. Con l’edizione di oggi si è però superato ogni limite dal momento che viene affidato ad un esterno l’intervista a Pina Picierno”.
Il Cdr rivolge alla direzione alcune domande: “Per quale motivo questa intervista non è stata affidata ad un collega, a un professionista pagato di questo giornale, che magari con il Pd parla tutti giorni, e di quello si occupa? O in ogni caso, perché non è stato coinvolto il nostro corrispondente da Bruxelles, visto che Picerno e eurodeputata e vicepresidente del Parlamento europeo? E ancora, quanto è costata la paginata a firma di questo collaboratore per realizzare una intervista non certo impossibile da realizzare per un nostro giornalista?”.
“uso distorto”
Inoltre nota: “Mentre la Stampa compie questa scelta, il Corriere della Sera, sempre oggi, affida la stessa intervista a Maria Teresa Meli, giornalista che segue il centrosinistra, cosa che rende ancora più palese l’uso distorto che spesso si fa dei nostri collaboratori. Da rilevare che l’Ansa ha ripreso il Corriere, la cui intervista contiene pure più notizie, e non noi”.
Il Cdr sottolinea che “la scelta di oggi colpisce ancora di più se si considera che la notizia dell’addio di Picierno al Pd nei giorni scorsi non è stata messa sul giornale. Né sono stati presi in considerazione articoli di racconto e di retroscena proposti dai colleghi interni, come se non interessasse proprio l’argomento. Poi si fa vivo Friedman e la notizia assume rilevanza. Assurdo”.
(nella foto, Alan Friedman)
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