Le donne giornaliste in Piemonte: precarie, stabilizzate con gravi ritardi, pagate meno degli uomini. Per un quarto di loro negli ultimi 5 anni la retribuzione è peggiorata.

E’ il risultato di una ricerca dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte, presentata nell’ambito del corso di formazione “Gender pay gap in Piemonte”.

L’indagine è stata condotta su un campione di 221 professioniste e professionisti, in larga maggioranza donne (62,9%) e con elevata anzianità di servizio (oltre il 62% lavora nel giornalismo da più di vent’anni.

sotto 20mila euro

Il 32,1% delle persone rispondenti dichiara una retribuzione annua lorda inferiore ai 20.000 euro annui, con un’incidenza maggiore tra le donne (34,5% contro il 28% degli uomini). Gli uomini risultano invece più presenti nelle fasce superiori ai 40.000 euro. Negli ultimi cinque anni, oltre un quarto delle giornaliste (25,2%) segnala un peggioramento della propria retribuzione, contro il 15,9% dei colleghi uomini. Solo il 38,5% del campione ha un contratto a tempo indeterminato e quasi un quarto ricopre l’attuale posizione da appena 2–5 anni, nonostante l’elevata esperienza professionale.

responsabilità di cura

Le donne usufruiscono più frequentemente di congedi parentali (23% contro 3,7% degli uomini), per salute (24,5% contro 15,9%) e per assistenza familiare (21,6% contro 8,5%). Al rientro, il 20,9% delle donne segnala difficoltà, demansionamenti o ripercussioni negative su salario e carriera (contro il 2,4% degli uomini). La responsabilità di cura si conferma così un fattore di penalizzazione strutturale.

Particolarmente critico il tema della trasparenza salariale: la possibilità di discutere apertamente della propria retribuzione con i superiori ottiene un punteggio medio molto basso (3,5 su 10), con una percezione ancora più negativa tra le donne.

giustizia sociale

Dice Carla Piro Mander, Consigliera e responsabile del progetto per l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte: “Lavoro, ma anche sulla pluralità di visione, sull’accesso ai ruoli decisionali e, in ultima analisi, sulla qualità dell’informazione offerta ai cittadini. La disparità di trattamento economico o di progresso in carriera rappresentano un tema di genere, ma anche un tema di giustizia sociale”.

Il questionario, che rappresenta il cuore del progetto di ricerca, sarà compilabile fino alla fine di marzo 2026.

La ricerca Gender Pay Gap è stata resa possibile da una Convenzione tra Ordine dei giornalisti del Piemonte, Centro Interdisciplinare ricerche e studi delle donne e di genere dell’Università degli Studi di Torino, Ufficio di Parità della Regione Piemonte, Associazione Stampa Subalpina, e come associazioni co-firmatarie: Giulia Giornaliste, Torino Città per le Donne, SeNonOraQuando.

anche i figli

Le giornaliste di tutto il mondo vengono regolarmente prese di mira, molto spesso proprio per il solo fatto di essere donne.
Sono vittime di molestie, bersaglio di minacce, anche assieme ai loro figli, pagate meno dei colleghi uomini, pur rischiando la vita esattamente come i colleghi uomini. Undici sono state le professioniste dell’informazione uccise nel 2025, ricorda la Federazione internazionale dei giornalisti.
In occasione della Giornata internazionale della donna 2026, Ifj e il suo Consiglio di genere celebrano, come ogni anno, “l’impegno e il coraggio delle giornaliste che continuano a raccontare, nonostante minacce e intimidazioni”, pubblicando una serie di testimonianze di croniste di tutto il mondo.

sindacato mondiale

“Non possiamo permettere che le giornaliste vengano minacciate, molestate, imprigionate e persino uccise. Fortunatamente, sono molte quelle che continuano a esercitare la loro professione con coraggio”, scrive sul sito web del sindacato mondiale Maria Angeles Samperio, presidente del Gender Council della Ifj, che invita “tutte le organizzazioni a sostenere il diritto delle donne a praticare liberamente il giornalismo”.

(nella foto, Carla Piro Mander)

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