La società di informazione digitale Semafor ha annunciato che nel 2026 aumenterà in modo significativo i propri investimenti editoriali, concentrandosi soprattutto su Londra e Washington DC, dopo aver registrato per la prima volta risultati economici positivi. La notizia è stata confermata dal co-fondatore e caporedattore Ben Smith. Al centro del loro business ci sono gli eventi: incontri fra giornalisti e classe dirigente internazionale.
Semafor è nata nell’ottobre 2022 grazie a Ben Smith e all’ex amministratore delegato di Bloomberg Media, Justin Smith. Ben Smith è stato editorialista dei media al New York Times dal 2020 al 2022 e dal 2011 al 2020 è stato redattore capo di BuzzFeed News. Il progetto Semafor è stato creato pensando a un pubblico composto da persone molto istruite e impegnate in ruoli decisionali, che secondo i fondatori cercavano notizie più semplici da capire e organizzate meglio. L’idea centrale era offrire informazioni distillate, cioè spiegate in modo chiaro e ordinato. Semafor ha introdotto un nuovo modo di scrivere gli articoli, il “semaform”: i contenuti vengono “spacchettati, dividendoli in 5 parti: le “notizie” (cioè i fatti per quanto possibile oggettivi); il punto di vista o analisi del giornalista; uno spazio per i pareri contrari; un’altra prospettiva sull’argomento; altre cose notevoli che si possono aggiungere. L’importante è che ogni singola parte di un articolo venga collocata al suo posto, per dare maggiore chiarezza al lettore.
riassunti informativi
La società pubblica soprattutto briefing via email, cioè riassunti informativi inviati direttamente nella posta elettronica, dedicati a settori come politica, economia, tecnologia, energia e media. Esistono anche edizioni specifiche per alcune aree del mondo, come il Golfo e l’Africa, oltre a una newsletter riservata ai dirigenti di aziende con fatturato superiore a 500 milioni di dollari. Secondo i dati diffusi dalla società, gli iscritti alle newsletter hanno superato il milione.
Oltre ai contenuti digitali, Semafor organizza incontri e conferenze dedicate ai leader globali. Tra questi eventi figura il Semafor World Economy Summit, che si svolge a Washington DC e che l’organizzazione descrive come il più grande incontro negli Stati Uniti tra amministratori delegati di aziende internazionali. Nel 2025, terzo anno completo di attività, la società ha dichiarato di aver raggiunto un fatturato di 40 milioni di dollari e una redditività pari a 2 milioni di dollari di Ebitda (utile aziendale prima di tasse, svalutazioni e ammortamenti) . Nello stesso periodo, Semafor ha ottenuto nuovi finanziamenti per 30 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione complessiva di 300 milioni di dollari.
sviluppo nel golfo
Ben Smith ha spiegato che la crescita economica consentirà di ampliare la copertura giornalistica in più aree strategiche. Gli investimenti riguarderanno in particolare la copertura politica e aziendale a Washington DC, le attività editoriali dedicate al Golfo, definito “un vero e proprio fulcro per questo tipo di nuova economia mondiale”, e lo sviluppo di nuovi progetti in Asia, compresa una newsletter dedicata alla Cina.
Attualmente Semafor impiega poco più di 100 persone, di cui nove lavorano nella sede londinese di Fleet Street e coordinano la copertura internazionale. Secondo Smith, questo gruppo crescerà e includerà nuovi redattori economici e corrispondenti, con l’obiettivo di competere con testate internazionali come Financial Times e The Economist.
“travolgenti e disorientanti”
Smith ha ribadito che la strategia della società si basa sull’idea che una parte della classe dirigente mondiale non sia soddisfatta del modo in cui riceve le notizie: “Penso che quello che abbiamo cercato di fare è stato prendere molto sul serio le cose che le persone dicono quando chiedi loro perché sono insoddisfatte delle notizie. E la risposta principale è che sono travolgenti e disorientanti. Quella che era stata la benedizione dei social media e del web, ovvero dire ‘oh mio Dio, non sono più legato alla mia trasmissione o al mio giornale, posso leggere qualsiasi cosa da qualsiasi posto’, si è trasformata in questa marea di contenuti, senza sapere di cosa fidarmi, senza nemmeno sapere cosa è reale”.
Il modello economico di Semafor si basa soprattutto su sponsorizzazioni e collaborazioni con aziende interessate a raggiungere dirigenti e responsabili decisionali. Smith ha spiegato che la pubblicità tradizionale rivolta ai consumatori è diminuita perché molte risorse pubblicitarie sono state assorbite da piattaforme digitali come Google e Meta.
PARTE RILEVANTE
Gli eventi rappresentano una parte rilevante della strategia aziendale. Smith ha dichiarato che questi incontri mantengono il giornalismo al centro del progetto: “Il fulcro dell’evento è il giornalismo, le grandi interviste sul palco e le interviste vere…”.
Nel 2024, il Semafor World Economy Summit ha riunito per tre giorni oltre 200 rappresentanti del settore pubblico, privato e accademico. Nel 2026 l’evento sarà ampliato a cinque giorni. Justin Smith ha definito il settore degli eventi come “fondamentalmente il miglior business che si avvicini davvero al giornalismo: il margine più alto, la velocità di attuazione più rapida e la migliore redditività”.
La società ha anche affrontato alcune difficoltà. Smith ha raccontato che uno degli errori principali è stato investire inizialmente nella produzione di mini documentari video. Nonostante la qualità dei contenuti, il progetto è stato chiuso perché non risultava sostenibile dal punto di vista economico.
PAYWALL RINVIATO
Semafor non ha ancora introdotto un sistema di paywall, cioè un accesso a pagamento per leggere i contenuti, anche se Smith ha spiegato che questa possibilità verrà valutata in futuro. Secondo il fondatore, alcune aziende scelgono di introdurre subito un abbonamento per dimostrare il valore dei contenuti, ma questa scelta può limitare la crescita del pubblico. Un’altra strategia, adottata da Semafor, consiste nel costruire prima un marchio riconosciuto e poi introdurre eventuali pagamenti.
Smith ha consigliato ai giornalisti interessati a creare nuove imprese editoriali di collaborare con partner esperti nella gestione economica: “Le competenze commerciali sono importanti quanto quelle giornalistiche”.





