È arrivato in edicola ItalyPost, il quotidiano delle imprese, che racconta le imprese per le imprese. Formato tabloid, 32 pagine, di cui 8 di pubblicità a pagina intera, una di autopromozione (L’indice dei libri, supplemento del sabato) e quattro “piedi”.

Apertura di prima pagina dedicata ai “Minerali critici, Europa divisa”, con foto centrale dedicata alla rivolta civile e di strada dell’Iran, a cui sono dedicate la seconda e la terza pagina. E poi il Mercosur, al quale non basta l’ok di Bruxelles perché “Ora la Corte Ue può bloccare l’accordo”. 

commesse in cina

Da qui in poi l’approfondimento sulle imprese, a cominciare dal Gruppo Maire, quotato alla Borsa di Milano, che “conquista due commesse in Cina per impianti di fertilizzanti”, alle aziende dell’Emilia-Romagna a cui “i dazi non spaventano”, al punto che il 2026 si prospetta come un “anno di recupero per la manifattura”.

E se per i consumi le famiglie sono “più pessimiste”, “la private label accelera”, mentre sul fronte casa le vendite sono “in aumento, boom del 20% sul 2024”. E se lo scenario del riso per il 2026 è “incerto per prezzi e concorrenza”, Webuild, il colosso delle infrastrutture “cresce in Arabia Saudita” con un contratto da 2,8 miliardi dollari per la metropolitana di Riyad.

regioni di centrosinistra 

E poi il caso delle quattro regioni di centrosinistra, che il governo ha commissariato per i mancati tagli di presidi e segretari scolastici, la cui ultima speranza è nelle mani di Mattarella. Quindi il “caso Powell”-Donald Trump-Federal Reserve”; un approfondimento sulla Caputo, storica azienda napoletana, il cui fatturato “corre veloce”, un altro sull’azienda modello di rigenerazione urbana Bosatelli. 

Quindi la politica, con un focus sul “Modello double face di Salvini” e la “Lega partito di lotta e di governo”. E poi Pitti, la fashion week, la cultura con “Eugenio Montale e le sue profezie nei toni del grigio sul nostro tempo” e “Cinquant’anni fa rivoluzione di Repubblica targata Scalfari”.

coesione sociale

Nel suo editoriale, il direttore Filiberto Zovico traccia il profilo del nuovo quotidiano: “L’Italia è una Repubblica fondata sulle imprese”, in quanto “sono le imprese a creare lavoro, ricchezza, coesione sociale e crescita economica e culturale”. Ma, “sia chiaro, non diamo vita a un quotidiano per dare vita a una nuova retorica sulle virtù delle imprese”, anche perché – chiarisce l’editoriale – “non tutte rappresentano esempi virtuosi. Alcune sfruttano il lavoro invece di valorizzarlo, altre cercano protezioni pubbliche invece di competere sul mercato, altre abbandonano la propria missione industriale per rincorrere la finanza. Ci sono infine imprese che fanno bella mostra di valori solo in superficie”, altre, “ormai troppe, sia a nord sia nel sud, colluse con la mafia”. 

vuoto culturale

Mentre le imprese che si prefigge di raccontare ItalyPost “non sono queste” ma “quelle sane, la cui etica si misura sui fatti e non sui comunicati stampa, che crescono investendo sulle persone e sul territorio, i cui titolari reinvestono gli utili nello sviluppo dell’azienda piuttosto che nell’acquisto di uno yacht” e “promuovono coesione sociale”. Una minoranza? “Non è così”. Quindi il nuovo quotidiano “nasce per colmare un vuoto culturale e politico e dare voce alla parte migliore del Paese”.  

Per il momento il giornale va in edicola in Emilia-Romagna nelle città e in provincia di Bologna, Modena, Parma, Piacenza, Reggo Emilia, in Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Pordenone, Udine, Trieste), Lazio (Roma e provincia), Lombardia (Bergamo, Brescia, Milano, Monza-Brianza, Varese), Piemonte (Torino), Toscana (Firenze, Pistoia, Prato), Veneto (Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza). Poi si vedrà, un passo alla volta.

festival nazionali

ItalyPost, la società che edita il quotidiano, è poi azionista al 51%della società Index srl che pubblica L’Indice dei Lettori, il più autorevole mensile italiano di critica letteraria, con il quale organizza il Festival de L’Indice, i Club dei Lettori e molte altre iniziative tese a favorire la lettura: e al 44% di Post Eventi, la società del Gruppo Nem che edita in Veneto e Friuli i sei giornali acquisiti da Gedi nel 2023 (ex Gruppo Espresso) e in corsa per acquisire anche La Stampa di Torino e che promuove una serie di Festival a livello nazionale: due edizioni del Città Impresa (a Treviso e Bergamo) dedicate al mondo dell’impresa nei rapporti con i territori, Trieste Next dedicato alla ricerca scientifica, il Galileo Festival della Scienza e Innovazione, dedicato al trasferimento tecnologico, la Green Week e il Festival della Green Economy a Parma, due manifestazioni di turismo enogastronomico (WeFood) e una di turismo industriale e cultura manifatturiera (Open Factory).  

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