Togliere ai Consigli di disciplina dell’Ordine dei giornalisti il compito di punire chi non frequenta i corsi di formazione previsti dalla legge.

Affidare all’Ordine la facoltà di modificare lo svolgimento degli Esami per diventare giornalisti professionisti. 

Contrastare l’esercizio abusivo della professione, in particolare da parte di “influencer” che si spacciano per giornalisti. 

Sono alcuni dei punti chiave dell’audizione del Presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli in commissione Giustizia al Senato, nell’ambito dei lavori sulla riforma degli ordini professionali. 

PUNITI E GRAZIATI. Sono molte migliaia i giornalisti che non compiono il percorso di formazione previsto dalla legge per tutte le professioni. I procedimenti contro gli inadempienti intasano il lavoro dei Consigli di disciplina regionali e in alcuni degli Ordini più grandi (come Roma) la soluzione è stata di non sanzionare tutti, ma soltanto chi ha fatto zero ore. Chi si è aggiornato per qualche ora non è stato sanzionato, con evidente disparità nei confronti di chi ha rispettato le norme fino in fondo.

Bartoli ha suggerito che le sanzioni per la mancata osservanza degli obblighi formativi per i giornalisti potrebbero essere classificate come “sanzioni amministrative e non disciplinari”. Allo stesso modo, si potrebbe “stabilire la sospensione, o la radiazione in automatico dell’inadempiente”. Quest’ultimo drastico provvedimento, secondo Bartoli, dovrebbe colpire chi per 3 trienni non abbia frequentato neppure un’ora di formazione, i cosiddetti “zeristi perpetui”. Gli “zeristi perpetui” sono circa 20mila (anche molti Direttori) su 98mila iscritti all’Ordine.

Oggi- ha spiegato il Presidente- a causa dei tanti casi riguardanti la formazione, i Collegi di disciplina hanno “difficoltà nel portare avanti azioni” in merito a “violazioni più importanti” compiute dai giornalisti.

La Segretaria della Fnsi Alessandra Costante non è d’accordo: “Di certo ci sono molti inadempienti rispetto alla formazione, ma è anche vero che i ritmi lavorativi dei giornalisti sono molto serrati. Spesso i colleghi seguono la formazione obbligatoria nei giorni di riposo, oppure di ferie. È per questo che nella sua piattaforma per il rinnovo contrattuale con la Fieg, la Fnsi ha inserito la previsione di un monte ore per la formazione obbligatoria”.
Ma passare dalla censura, che in media è la massima sanzione inflitta fino a questo momento agli inadempienti, alla sospensione o addirittura alla radiazione per via amministrativa, provvedimenti che colpirebbero i giornalisti nella loro capacità di lavorare, “è una linea che la Fnsi non può condividere. L’auspicio del sindacato è che ad occuparsi del mancato rispetto dei doveri dei giornalisti continuino ad essere le Commissioni disciplinari dell’Ordine con la necessaria responsabilità”.

REGOLAMENTI DA AGGIORNARE. Davanti alla commissione Giustizia del Senato, Bartoli ha messo in evidenza anche l’esigenza di “avviare per tutti gli Ordini professionali un processo di delegificazione che ci consenta di intervenire per adeguare i nostri regolamenti, rispetto alla realtà di oggi”. Un esempio, ha rilevato il presidente Cnog, “le norme sull’esame di Stato prevedono che si svolga con i cd-rom, che ormai non esistono più”. Bartoli propone di spostare in capo agli ordini professionali, sotto la vigilanza dei ministeri competenti, la maggior parte delle norme di carattere regolamentare, come appunto l’aggiornamento delle modalità di svolgimento degli esami di Stato. 

INFLUENCER ABUSIVI. Bartoli ha detto che occorre mettere in campo “una maggiore incisività nel contrasto all’esercizio abusivo della professione: oggi ci sono numerosi influencer che si spacciano per giornalisti, creando confusione. Stesso discorso anche per le incompatibilità che, al momento, non sono previste nel nostro ordinamento”.

(nella foto, il Presidente Bartoli in commissione Giustizia al Senato)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here