(A.G.) “Parla il ministro dell’Economia: ‘non sarà una manovra lacrime e sangue’”. “L’Italia nella morsa dell’afa. Temperature da bollino rosso in 5 città”. “Pascale e Turci, tensione sul cane lupo: ‘Può vederlo quando vuole, ma in giardino’”. “Valeria Marini: ‘Mamma rifiuta di riappacificarsi’”. 

In cima a ogni capitolo, una frase così, del tipo ascoltato migliaia di volte, luoghi comuni talmente tali che non si avvertono più. Sintomi e simboli della stanchezza del giornalismo. In “Superluna. Nella cucina di un telegiornale” (Editore All Around) Andrea Rustichelli, vaticanista e conduttore del Tg3, racconta una storia, ma il suo è un pamphlet violento e disperato contro la piega che ha preso il giornalismo, in particolare quello televisivo, che conosce troppo bene. 

luna rossa

La storia parla dell’avvento di una Luna Rossa, fenomeno astronomico eccezionale, che manda in fibrillazione le redazioni e anche quella di Altro Tiggì. Dentro la preparazione per “coprire” il fatto clamoroso, parare i colpi degli avversari, immaginare esclusive e invitare ospiti speciali, ci sono tutte le malattie della professione che dovrebbe narrare e spiegare il mondo. Ecco De Tommaso, giornalista politico che si apposta presso i bar e i ristoranti frequentati dai parlamentari e dai ministri e “a favor di telecamera li avvicina con pacche sulle spalle, come fosse una rimpatriata tra vecchi amici, per sollecitarli sul tema del giorno: o meglio sulla ‘polemica del giorno’: ‘cosa replica a Tizio che ha affermato questa cosa su Caio?”. E Stropponi, la “chigista”, ruolo assai ambito, al seguito di Palazzo Chigi e del governo: le sue dirette sono la cronaca delle attività e delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio. 

frasi e faccioni

D’altronde, il Direttore di Altro Tiggì, Paride Bagassoni, fa trattare la politica come gran parte dei veri tiggì: faccioni e frasi degli esponenti di governo, opposizione e maggioranza a forma di “panino”), inviati direttamente dagli uffici stampa dei partiti. La scaletta che Bagassoni “infligge ai giornalisti interni e agli utenti lì fuori” è più o meno fissa. Primo blocco, tre o quattro servizi di politica con “panini”. Secondo blocco esteri, poche analisi e molte guerre, attentati, elezioni, crisi varie. In alternativa economia, andamento dei mercati, provvedimenti del governo, notizie dalle aziende. Blocco successivo, cronaca, omicidi e altri fatti di sangue. Infine, alleggerimento, cultura, costume e spettacolo, “in genere pescati dalle rassegne stampa del mattino o dai comunicati stampa delle major”. Nei giorni comandati, sport. Caratteristici pure i pezzi parascientifici o di tecnologia, con predilezione per novità mediche lontane da applicazione pratica, sperimentazioni robotiche e strabilianti applicazioni dell’intelligenza artificiale. Esigenza principale, per qualsiasi argomento, la “copertura visiva”, belle immagini ad accompagnare il testo. 

capire, approfondire

A contrastare tutto questo, senza riuscire a incidere, c’è il redattore ordinario Belardelli, che ha sue idee diverse: nota, per esempio, che “informare i cittadini non sembra certo essere lo scopo primario questo giornalismo”. Invece, dato il flusso incessante di notizie “dovremmo lavorare sulla selezione, offrire  la possibilità di capire, verificare, approfondire. Maggiore capacità di fornire chiavi di lettura per orientare nella complessità delle cose. Il buon giornalista deve mettere in discussione il potere”. Il sogno di Belardelli, per esempio sulla politica, è un’informazione su attività e produttività del Parlamento in relazione alla vita pratica dei cittadini e interviste con un vero contraddittorio. E attenzione alle diseguaglianze, a scuola e sanità che non funzionano, alle fragilità, al malaffare, tutti temi che però di solito non hanno succosa copertura visiva. Inoltre,  sguardo “sui libri meno commerciali, teatro d’autore, musica non industriale, arte poco inflazionata, tutte le cose non ancora consolidate nello star system”. 

simpatica anomalia

Belardelli parla continuamente di queste cose in redazione, ma è vissuto come un’anomalia, perfino simpatica e intelligente, da sopportare. Anche perché “i giornalisti non riflettono più sulla condizione della loro professione, non si indignano per le sue storture, lasciando il compito a candidati volontari, ‘quelli del sindacato’”. 

Lui cercherà una via d’uscita, proprio nella serata della Luna rossa, nella speranza che le sue provocazioni (e anche questo libro che le segue passo passo) servano a deviare almeno un poco la rotta. Alla fine, c’è tempo per gli ultimi esergo: “Francesca Michielin scoppia a piangere dopo aver cantato: l’abbraccio con Carlo Conti” e “Checco Zalone si è separato da Mariangela Eboli. Il comico e la compagna erano insieme da 20 anni”.

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