(S.A.) John Elkann, amministratore delegato di Exor, è andato il 29 novembre a portare la sua solidarietà alla redazione de La Stampa dopo l’assalto subito il giorno precedente. Accompagnato da Paolo Ceretti, presidente di Gedi, Elkann ha voluto osservare personalmente i danni e le scritte ancora visibili sulle pareti, testimoni dell’atto di violenza. Nonostante il letame lanciato nel cortile sia stato rimosso e i documenti e libri sparsi siano stati rimessi in ordine, le colonne della redazione, su cui erano stati scritti insulti, sono rimaste a testimoniare l’accaduto.

Elkann ha detto: “L’attacco che questa redazione ha subito è stato brutale e vile. Un tentativo evidente di intimidire chi ogni giorno lavora per raccontare la realtà con rigore, serietà e indipendenza”. Ha aggiunto che l’episodio è ancora più inquietante poiché non isolato, facendo riferimento all’assalto alle Officine Grandi Riparazioni, avvenuto poco prima, dove La Stampa raccontava gli eventi legati all’Italian Tech Week. Elkann ha sottolineato come, in entrambe le occasioni, gli autori degli attacchi abbiano cercato di sostituire il dialogo con la violenza, tentando di zittire le voci e le opinioni legittime.

Nel corso del suo intervento, Elkann ha voluto esprimere tre messaggi chiari. Il primo è rivolto ai giornalisti e ai dipendenti de La Stampa. Ha rassicurato che saranno introdotti nuovi protocolli di sicurezza per garantire un ambiente di lavoro sicuro per tutti, in stretto coordinamento con le autorità pubbliche. Il secondo messaggio è rivolto ai lettori. Elkann ha ribadito che il giornalismo praticato da La Stampa non tollera soprusi, ingerenze, minacce. Il giornale continuerà a informare i lettori con autonomia e libertà, respingendo ogni tentativo di intimidazione. Il terzo messaggio è per il territorio e il Paese. Elkann ha ricordato che La Stampa ha affrontato nel passato altre difficoltà e ha sempre risposto con fermezza, senza mai arretrare sui suoi principi. Ha citato il vicedirettore Casalegno, ucciso dalle Brigate Rosse, esempio di come il giornale sia sempre stato un presidio di libertà e civiltà.

Elkann ha anche sottolineato come il giornale abbia ricevuto numerosi attestati di solidarietà, tra cui quello del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio, che hanno pienamente supportato i tre punti espressi.

Il direttore Malaguti, al termine dell’intervento di Elkann, ha voluto ringraziare i colleghi per la loro solidarietà, “perché quando è avvenuto questo episodio sono arrivati in massa al giornale”. Ha aggiunto che la serietà del giornale non verrà mai meno, e che la redazione continuerà a lavorare con qualità, talento e coraggio, anche nei momenti difficili.

Va anche ricordato che Elkann è in trattative per la vendita sia de La Stampa sia de la Repubblica, ultimi baluardi del suo ex impero dell’informazione.

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