La carta, che tanto fatica a resistere nel giornalismo, per la prima volta è stata abolita anche alla prova scritta degli esami per diventare giornalisti. E questo ha creato problemi. Diciotto candidati fra i moltissimi bocciati all’ultima prova scritta hanno presentato al’Ordine dei giornalisti una richiesta di accesso agli atti e di annullamento dell’esame. Con minaccia di ricorrere alla magistratura.

La richiesta mette in luce alcune anomalie. La principale è che i bocciati non hanno ricevuto – come era sempre stato- i compiti con le correzioni dei componenti della Commissione esaminatrice e neanche le cinque righe con i motivi della bocciatura scritte dal Presidente della Commissione (di regola un magistrato). Questo perché la carta è stata abolita anche in sede di valutazione degli elaborati e nel sistema manca come e dove inserire correzioni e giudizio finale.

(nella foto, una delle prove scritte dell’esame per diventare giornalisti professionisti)

quasi metà non idonei

Alla prova hanno partecipato 249 candidati e 107 sono risultati non idonei, una percentuale molto elevata basata soprattutto -secondo alcuni componenti della Commissione- su una diffusa insufficiente preparazione. Indirettamente il dito viene puntato sugli Ordini regionali che spediscono all’esame moltissimi candidati con certificazione d’ufficio. Vale a dire che, essendo ormai molto pochi gli assunti regolari avviati al praticantato (condizione preliminare per accedere agli esami), gli Ordini riconoscono come praticantato alcuni percorsi professionali di precariato. 

correzioni possibili

L’Ordine nazionale ha deciso da questa ultima sessione, numero 142 -autunno 2025- di affidare a una società specializzata nel gestire i concorsi la riorganizzazione tecnica dell’esame. I candidati hanno così rivestito, loro malgrado, i panni delle cavie. Probabilmente, anche grazie alle loro segnalazioni, ora si potranno fare alcune correzioni.

Niente più carta dunque e niente più computer portati personalmente dai candidati. A tutti è stato consegnato un tablet che già conteneva le basi delle tre prove (tracce per l’articolo a scelta in uno dei settori del giornalismo, dalla cronaca, agli esteri alla moda, agli spettacoli; sintesi da uno di due pezzi a scelta; sei domande giuridiche, istituzionali, sull’ordinamento della professione). Preso atto di questo nuova situazione la Commissione ha chiesto e ottenuto che almeno le tracce, gli articoli da riassumere e le domande venissero stampate e distribuite a ciascun candidato. In particolare, per l’articolo di cronaca vengono date delle agenzie da rielaborare ed è utile avere la carta davanti per sottolineare, evidenziare, cerchiare. La carta è utile anche per appunti ed eventuali scalette: nell’emergenza è stato suggerito dalla Commissione di utilizzare il retro dei fogli con tracce, articoli e domande. 

touch screen

Altre irregolarità contestate sono la mancanza di tastiera sui tablet, che si possono usare solo in modalità touch screen, la mancanza del conteggio delle battute (c’è un limite indicato, in particolare per le risposte alle domande). Inoltre, è stato rilevato che durante il corso di preparazione all’esame svoltosi a Roma dal 29 settembre al 3 ottobre, organizzato dallo stesso Ordine dei giornalisti, era già stato assegnato uno dei quesiti poi riproposto all’esame. Viene contestata anche una delle tracce per l’articolo poiché vi si associava “in modo diretto e arbitrario la violenza e il disordine pubblico a giovani ‘figli di immigrati’ e ‘quasi sempre di origine africana’, normalizzando uno stereotipo linguistico (‘maranza’) che nei fatti è diventato una categoria per etichettare e marginalizzare adolescenti delle periferie”.

I diciotto candidati chiedono dunque l’annullamento in autotutela dell’intera procedura d’esame sessione 142 e la ripetizione delle prove “innanzi a nuova Commissione operante con criteri pubblici e trasparenti”. In caso contrario, “si riservano di adire alle competenti sedi giurisdizionali”.

Professione Reporter

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