Giornale e Gazzetta dello Sport assieme ad altri 11 quotidiani sono usciti regolarmente il 29 novembre. Nonostante lo sciopero proclamato dalla Federazione nazionale della Stampa per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro, scaduto da nove anni.

E il 28 novembre hanno aggiornato i siti, come se nulla fosse. 

Due i casi più clamorosi segnalati dal sindacato: Il Giornale (diretto fino al 1° dicembre da Alessandro Sallusti) e La Gazzetta dello Sport (diretta da Stefano Barigelli). Nel primo si è lavorato senza la redazione, nel secondo con circa 50 redattori (altrettanti hanno scioperato). Alessandra Costante, Segretaria generale FNSI, il giorno prima ha denunciato: “I colleghi della Gazzetta che vogliono scioperare vengono rincorsi per i corridoi della redazione dei loro capiredattori, anche brutta come immagine. Chiudete gli occhi e pensate a colleghi ai quali viene detto…’No, guarda, non ti faccio più fare la Juventus, no, guarda, non ti faccio più seguire l’Inter’. A questi colleghi deve andare il nostro applauso di sostegno”. Il Cdr della Gazzetta ha messo in evidenza la spaccatura interna (“Il problema è che non siamo compatti. E tutto questo può essere un’arma usata contro di noi per dimostrare che possono bastare ancora meno giornalisti per fare il giornale”).

Il Cdr della Gazzetta la sera del 29 novembre si è dimesso.

prima volta

Il Giornale rientra nella categoria dei giornali vicini al centro destra, che da molti anni non rispettano le indicazioni Fnsi. Per la Gazzetta, di proprietà di Urbano Cairo come il Corriere della Sera, è la prima volta. Il Comitato di redazione del Corriere della Sera ha espresso solidarietà e vicinanza ai colleghi della Gazzetta dello Sport e al loro Cdr, “che stanno vivendo una situazione di estrema difficoltà in relazione allo sciopero nazionale”.

Le Associazioni regionali insieme con la Fnsi stanno valutando comportamenti antisindacali da parte degli Editori e dei Direttori dei giornali andati in edicola: “Forzature che hanno limitato il diritto di sciopero stabilito dall’articolo 40 della Costituzione e che saranno denunciate nelle sedi competenti”. 

solidarietà e precari

“Per la prima volta -scrive Fnsi- anche molti quotidiani in cooperativa hanno deciso di sacrificare una giornata di lavoro e di incasso per affiancare nella protesta i colleghi; lo stesso gesto di solidarietà e vicinanza compiuto anche da piccole redazioni giornalistiche che hanno altri contratti. Quasi tutti i precari, i Cococo e le Partite iva, hanno affiancato le redazioni in una lotta che riguarda anche il loro futuro e le loro retribuzioni, oggi tra le più basse del Paese. La Fnsi ringrazia ogni singolo collega che ha deciso di sacrificare una giornata della propria retribuzione per difendere i diritti economici e sociali di una categoria che rivendica la dignità e il valore di questa professione”.

dipendenti ridotti

Fnsi “sarà al fianco delle Associazioni regionali e dei colleghi che, pur scioperando, hanno visto vanificato il proprio gesto attraverso inaccettabili pratiche antisindacali, come è accaduto al Giornale e in parte anche alla Gazzetta dello Sport”.

novanta per cento

Il Giornale è uscito nonostante lo sciopero che ha coinvolto la quasi totalità dei suoi redattori. “Il Cdr e la redazione de il Giornale si ritengono profondamente offesi dal comportamento dell’azienda e di parte dell’ufficio di direzione che hanno deciso di realizzare e mandare in edicola il Giornale nonostante lo sciopero dei giornalisti: era assente dalla redazione quasi il 90% dei giornalisti. Erano assenti praticamente tutte le redazioni Interni, Attualità, Cultura, Cronaca di Milano e Sport. L’economia aveva presente il 50% dei giornalisti. Un atteggiamento che lascia supporre l’idea che un giornale possa uscire anche se sedute dietro alla scrivania non ci sono neanche 10 persone”. Lo scrive il Comitato di redazione de Il Giornale in una nota diffusa sabato 29 novembre 2025.

firme apprezzate

“Non certo il tipo di giornale che i redattori, anche e proprio con questo sciopero, intendono garantire ai lettori con il loro lavoro ogni giorno. L’azienda ha sottolineato nel comunicato di risposta allo sciopero di aver mandato in edicola ‘un quotidiano di qualità, arricchito con contributi di firme apprezzate’. Ci tocca prendere atto che tra le firme più apprezzate delle pagine sportive di oggi ci sia uno pseudonimo e non un pezzo firmato davvero. Per quanto riguarda la qualità, a parte le pagine ‘fredde’ già realizzate nei giorni scorsi, e il massiccio utilizzo di collaboratori, l’unica notizia di rilievo specie per un Giornale come il nostro, ossia l’assalto Propal alla redazione della Stampa, è stato relegato a una riga di sommario a pagina 12”.

nuova direzione

Il Cdr e la redazione “intendono protestare contro questo atteggiamento offensivo e provocatorio nei confronti di tutti i redattori che quotidianamente lavorano per offrire con senso di responsabilità un giornale all’altezza della sua storia, iniziata con Montanelli”. Ci tengono però a specificare, in questo delicato momento di transizione, con l’arrivo del nuovo Direttore Tommaso Cerno ormai imminente, che nessuna di queste azioni è in alcun modo collegata all’arrivo del nuovo Direttore che la redazione e il Cdr attendono con grandi aspettative”.

non completo e accurato

I giornalisti hanno spiegato che “la protesta non aveva alcuna motivazione politica né alcun riferimento critico al governo”. Hanno aggiunto che negli ultimi anni il numero dei dipendenti si è ridotto mentre è aumentato il ricorso a collaboratori precari, spesso retribuiti pochi euro a notizia e privi di tutele. Secondo il comunicato dei redattori, questa situazione rende più difficile produrre un’informazione affidabile e variegata. Per questo hanno scritto che “un giornale prodotto così può reggere solo per pochissimo tempo e non garantisce né pluralismo né qualità dell’informazione”.

famiglia angelucci

L’Editore, famiglia Angelucci, ha replicato dichiarando di aver preso atto del comunicato del Comitato di redazione e precisando che l’edizione del giorno è uscita in 32 pagine, come sempre. L’azienda ha spiegato che il quotidiano è stato “arricchito con contributi editoriali di firme apprezzate dai nostri lettori, assicurando così la continuità e la riconoscibilità del prodotto editoriale”. 

Sono 12 i principali quotidiani arrivati in edicola ignorando lo sciopero: i quattro della destra (Il Giornale, Libero, Il Tempo, La Verità), Il Secolo d’Italia, Il Foglio, Italia Oggi, Milano Finanza, L’Altravoce, Il Riformista (ma non l’Unità dello stesso Editore, Alfredo Romeo), La Gazzetta dello Sport, L’Opinione.

(nella foto, Alessandro Sallusti, Direttore del Giornale fino al 1° dicembre))

1 commento

  1. Peccato che i cdr e i sindacati nazionali di categoria si ricordino dei collaboratori precariato a una manciata di euro (con promesse di contratto) e/o pensionati che da decenni fanno desk e gestiscono rubriche fisse, solo quando questi da soli fanno uscire quotidiani e testate. E non qua do ci sarebbe da difendere il diritto al lavoro contrattualizzato (perché nessuno accetta dispinibolo h 24 a mille euro lordi mensili per pura passione ….).
    Per quanto mi riguarda sono felice che questa manifestazione abbia reso evidente un dato evidente ormai (purtroppo) da anni e su cui il sindacato non è mai intervenuto: i giornali li scrivono i collaboratori privi di diritti, non contrattualizzati e mai difesi dai cdr interni.
    Per quale ragione, mi chiedo, sindacato e articoli 1 si aspettano oggi che questi collaboratori a una manciata di euro a pezzo pubblicato (prassi su cui il sindacato ha finora chiuso gli occhi) scioperino … per difendere i diritti di chi ha un costo per l’editore non inferiore ai 52mila euro l’anno?
    E perché mai?

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