Nella sede newyorkese di Condé Nast -la multinazionale che pubblica famose riviste americane e le loro edizioni in altri paesi, Italia compresa- un gruppo di dipendenti ha affrontato il responsabile delle risorse umane Stan Duncan davanti al suo ufficio per chiedergli spiegazioni sui licenziamenti in corso a Teen Vogue. Duncan si è rifiutato di parlarne, sostenendo di avere altri impegni e ha chiesto ai suoi contestatori di tornare al loro lavoro.
L’azienda ha poi licenziato quattro dei partecipanti per “condotta impropria”: un fact checker del New Yorker, un giornalista di Wired, un’impiegata al digitale di Bon Appétit e uno della sezione video Condé Nast Entertainment.
Le associazioni sindacali dei giornalisti hanno definito la decisione illegale, sostenendo che sia diritto dei lavoratori chiedere spiegazioni su decisioni aziendali di quel rilievo. Lo scontro prosegue.




