(S.A.) A Londra, nella serata del 9 novembre, il Direttore generale della Bbc, Tim Davie, e la responsabile dei servizi giornalistici, Deborah Durness, si sono dimessi dopo una settimana di polemiche scoppiate nel Regno Unito, negli Stati Uniti e all’interno del dibattito politico britannico. La vicenda nasce da accuse rivolte all’emittente pubblica: in un suo documentario sarebbero state modificate alcune parti del discorso tenuto da Donald Trump il 6 gennaio 2021, inducendo gli spettatori a credere che il Presidente avesse incitato in modo diretto l’assalto al Campidoglio.

diretto e aggressivo

L’episodio è emerso quando il Telegraph ha pubblicato un documento di 19 pagine preparato da un ex consulente sugli standard editoriali della Bbc, che segnalava presunte manipolazioni nella copertura della presidenza Trump, del conflitto a Gaza e delle questioni trans. Nel documento si indicava che, nel programma dedicato al 6 gennaio, alcune frasi del discorso di Trump sarebbero state montate in modo tale da far apparire l’intervento più diretto e aggressivo rispetto alla versione originale. Nella clip integrale, Trump aveva invitato i sostenitori a camminare con lui “per sostenere i nostri coraggiosi senatori e deputati”, mentre nel documentario risultava al centro un passaggio che sembrava collegarlo più esplicitamente alla folla diretta al Campidoglio.

“macchina di propaganda”

Alla pubblicazione delle accuse è seguita una reazione immediata da parte della Casa Bianca. La portavoce Karoline Leavitt ha definito la Bbc “una fonte di notizie false al 100%” e una “macchina di propaganda”, aggiungendo che la clip del documentario era “selettivamente modificata” e che avrebbe “tratto in inganno completamente” gli spettatori.

Trump ha inviato alla Bbc una richiesta di risarcimento da un miliardo di dollari, accusando l’emittente di aver “manipolato” il suo discorso del 6 gennaio 2021. Nella lettera formale, il Presidente sostiene che il montaggio abbia unito frasi diverse e omesso il passaggio in cui invitava i sostenitori a protestare “in modo pacifico e patriottico”. Se la rete non pubblicherà una rettifica entro il 14 novembre alle 22 (ora britannica), Trump avvierà un’azione legale chiedendo la somma record. L’emittente ha confermato di aver ricevuto la lettera e ha dichiarato che “risponderà”.

“Come matti”

L’episodio ruota attorno a un servizio in cui la frase di Trump “combattere come matti” era stata messa in evidenza, mentre mancava il riferimento alla protesta “pacifica e patriottica”. La polemica ha alimentato un dibattito sulla correttezza del montaggio e sulla fiducia nelle immagini trasmesse, mentre Trump ha definito i giornalisti coinvolti “corrotti” e ha sostenuto che il video avrebbe potuto alterare la percezione degli eventi del 6 gennaio. La rete ha ammesso l’errore tecnico e si prepara a chiarire la propria posizione nelle sedi formali.

La polemica è cresciuta quando l’ex primo ministro Boris Johnson ha invitato i cittadini a boicottare il canone televisivo finché Davie non avesse lasciato l’incarico. Parallelamente, alcuni commentatori sostenevano che le critiche contro la Bbc fossero alimentate anche da rivalità politiche interne al Regno Unito.

“standard migliori”

La posizione di Davie si è ulteriormente indebolita quando, durante un’intervista trasmessa proprio dalla BBC, la ministra britannica della Cultura, Lisa Nandy, ha affermato che “le decisioni sugli standard editoriali, le linee guida e il linguaggio utilizzato sono del tutto incoerenti”, spiegando che la copertura giornalistica non sempre rispetta “gli standard migliori”. Le sue parole hanno contribuito a rendere inevitabile il passo indietro dei vertici dell’emittente.

ammissione degli errori

Durness, presentando le proprie dimissioni, ha dichiarato che la controversia sul documentario “ha raggiunto uno livello tale da danneggiare la Bbc, un’istituzione che amo”. Ha aggiunto: “La responsabilità ricade su di me. Sebbene siano stati commessi degli errori, voglio essere assolutamente chiara: le recenti accuse secondo cui Bbc News sarebbe istituzionalmente faziosa sono sbagliate”.

Davie, da parte sua, ha riconosciuto: “Ci sono stati degli errori e in quanto direttore generale devo assumerne la responsabilità ultima”. Ha ricordato inoltre il ruolo della Bbc in un Paese “gentile, tollerante e curioso”, affermando che l’emittente deve essere “aperta, trasparente e responsabile”.

(nella foto, Deborah Turness)

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