Il tribunale civile di Milano ha condannato Alessandro Sallusti. Su Libero definì lo scrittore Scurati, autore della trilogia “M”, su Mussolini, “uomo di M”. L’attuale Direttore del Giornale è stato riconosciuto colpevole di diffamazione. La vicenda riguarda un editoriale del 28 settembre 2022, pubblicato in prima pagina con il titolo “L’accolita dei rosiconi” e accompagnato da una fotografia dello scrittore. In quell’articolo Sallusti descriveva più volte Scurati come “uomo di M”. La sentenza ha stabilito un risarcimento di 35 mila euro a favore dell’autore della trilogia su Mussolini, oltre a 6.759 euro di spese legali. Nell’editoriale si richiamava inoltre “una intervista rilasciata a un importante sito francese”, in cui -secondo quanto riportato da Sallusti- “Scurati ha definito Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia gli eredi di Mussolini e in quanto tali pericolosi per l’Italia, l’Europa e penso l’umanità intera”. La notizia è riportata da Lettera43.

Al centro della decisione dei giudici sta l’uso dell’espressione “uomo di M”, che lo scrittore – difeso dall’avvocato Giulio Enea Vigevani – ha interpretato come equivalente all’offesa “uomo di merda”, piuttosto che a un riferimento ai suoi romanzi: M. Il figlio del secolo, M. Uomo della provvidenza, M. Gli ultimi giorni dell’Europa. Il giudice, pur riconoscendo che “a differenza del diritto di cronaca, il diritto di critica, quale modalità sovente corrosiva e spesso impietosa se esercitato nelle forme della satira, è sottratto al parametro della verità”, ha chiarito che anche la satira “non sfugge al limite della correttezza e continenza delle espressioni e delle immagini utilizzate”. Nella motivazione della sentenza si legge che “l’uso iperbolico dell’espressione ‘uomo di M’ non appare in alcun modo funzionale all’esercizio del diritto di critica”.

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