di ALBERTO FERRIGOLO

Ultimo giorno di lavoro il 7 luglio nella redazione viareggina del Tirreno di Livorno. Alberto Leonardis, presidente di Sae, l’editrice del quotidiano toscano acquisito il 15 dicembre 2020 dal Gruppo Gedi (la Repubblica e La Stampa) insieme ai giornali Gazzetta di Modena, La Nuova Ferrara, Gazzetta di Reggio, ne ha deciso la chiusura. Restano attivi soltanto due organici, un capo e un redattore, che dall’8 luglio sono in una formula di smart working anomalo, in quanto non organizzato perché non è stato siglato un accordo ufficiale sul suo effettivo svolgimento. Ci si chiede, infatti, chi pagherà la connessione del computer ai due giornalisti. Le cinque pagine locali per ora continueranno a uscire, non si per quanto. Domenica 6 Il Tirreno ha scioperato per Viareggio.

fine di un’era

È la fine di un’era iniziata nel lontano 1977 con l’acquisto del Tirreno da parte del Gruppo Editoriale Espresso-Finegil dell’allora principe Carlo Caracciolo, la cui anima editoriale è stata rappresentata da Mario Lenzi, giornalista prima e organizzatore poi, a Paese Sera, l’Unità, motore, architetto e progettista dei quotidiani locali dell’allora Gruppo editoriale di via Po a Roma.

Per il Tirreno, quella di Viareggio è stata per anni la seconda “capitale” dopo Livorno, su una piazza, la Versilia, la costa tirrenica, che è stata il punto di forza dell’intero giornale. E fino al 2020, prima della cessione della testata da Gedi a Sae, le edizioni locali erano 8, oggi sono solo 5.

ferma opposizione

Il Comitato di redazione del Tirreno, su mandato dell’assemblea, ha convocato una riunione pubblica dei redattori il 7 luglio alle 10 davanti alla sede della redazione di Viareggio. “L’incontro – ha spiegato il Comitato di redazione in una nota – sarà un momento di confronto aperto con la cittadinanza sulla recente decisione unilaterale dell’editore Sae Toscana di chiudere la redazione viareggina, nonostante la ferma opposizione dell’assemblea dei giornalisti. Una scelta che, ancora una volta, mina la presenza territoriale e l’identità di un quotidiano che da quasi 150 anni fa del radicamento locale e della vicinanza ai lettori il proprio punto di forza”. Il 7 luglio sono scesi in tanti davanti alla sede del Tirreno in solidarietà con i lavoratori, guidati dal sindaco di Camaiore e Presidente della Provincia di Lucca Marcello Pietrucci.

800mila euro

In questa vicenda i paradossi sono più d’uno: ad esempio, la sede del Tirreno era stata ristrutturata a fine dello scorso dicembre e la redazione vi ha fatto il proprio ingresso il 14 gennaio, per poi venire disdetto il contratto d’affitto solo pochi giorni fa. Altro controsenso è che il giornale chiude la redazione di Viareggio alla vigilia di un periodo estivo in cui la Versilia si riempie di turisti e vip e diventa luogo d’attrazione.

Dall’interno sono molte le voci critiche verso Sae. Si parla “di cooperativa camuffata da Spa”, che copre il proprio passivo sulle spalle dei lavoratori attraverso la cassaintegrazione: la previsione per la fine di questo 2025 è di un “rosso” pari a 800 mila euro, che è l’esatto valore dei risparmi sul lavoro ottenuto attraverso l’utilizzo della cassa.

Nel 2022 Sae ha deciso di aprire una redazione del quotidiano a Firenze, con 9 redattori, per vendere non più di 150 copie giornaliere. Sono in molti a credere che sia trattato di un gesto di favore della proprietà verso il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’allora sindaco di Firenze Dario Nardella.

(nella foto, stabilimento balneare a Viareggio)

2 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here