Giornaliste e giornalisti dell’Agenzia Agi augurano buon Primo Maggio al loro Editore, Eni. E tornano a chiedere, all’Editore, di aprire un canale di dialogo: se Eni ha deciso di vendere -dice la redazione- si trovi un’alternativa al Gruppo Angelucci, il cui patron, Antonio, è deputato della Lega. Un’alternativa che garantisca indipendenza. Stessa richiesta è rivolta alle istituzioni politiche. 

sessanta anni

“In occasione della giornata del Primo Maggio -si legge nel comunicato del Comitato di redazione- i lavoratori dell’Agi tornano a chiedere al loro editore – capace per 60 anni di garantire pluralismo, indipendenza, livelli occupazionali – e alle istituzioni certezze sul futuro assetto proprietario e sulla stabilità dei lavoratori stessi. Abbiamo evidenziato in numerose occasioni, e lo torniamo a fare anche oggi, i rischi connessi alla possibilità che una fonte primaria di informazione possa essere ceduta da una partecipata di Stato – a trattativa privata – a un imprenditore che è anche un parlamentare, quindi espressione di una determinata area politica, qualunque essa sia”. 

trasparenza e occupazione

L’Agi, specificano giornaliste e giornalisti, “non vuole diventare il megafono di questo, come di nessun altro governo, ma continuare a fare informazione di qualità, plurale ed indipendente, come compete a un’agenzia di stampa. Se il nostro editore, un soggetto pubblico, non intende essere più tale, anche le istituzioni dovrebbero essere chiamate a farsi carico di trovare una soluzione in trasparenza, che consenta di valorizzare la seconda agenzia di stampa del Paese, salvaguardare i livelli occupazionali, e stabilizzarne i lavoratori precari”. 

testate internazionali

Quindi il Cdr ricorda: “Non siamo i soli a ravvisare un problema in questa vicenda. Del nostro caso si stanno occupando e si occuperanno Commissione e Parlamento Ue. Ne hanno scritto, oltre a tutti i media nazionali, anche molte testate internazionali, tra cui The Times, Le Monde, Guardian, Le Figaro, El Pais, Reuters, Afp, Der Spiegel e La Vanguardia. La nostra mobilitazione a difesa dell’indipendenza dell’Agi va avanti, così come la richiesta all’editore di aprire un canale di dialogo, nella convinzione che una soluzione alternativa possa essere trovata. Buon Primo Maggio”.

(nella foto, manifestazione contro la vendita Agi ad Angelucci. A destra, la segretari Fnsi, Alessandra Costante)

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