La Repubblica, giovedì 21 aprile, pagine 40 e 41. Occhiello in grande: Le Guide. Titolo: “Caro energia. La sfida corre in autostrada”. Due pagine per raccontare come negli spazi di asfalto inutilizzato, nelle aree di servizio sulle autostrade e in quelle dei parcheggi saranno costruiti nuovi impianti per energie rinnovabili, fotovoltaici e biometano. Tutto affidato a  Elgea, neonata società all’interno del gruppo Autostrade per l’Italia (Aspi), Gruppo Benetton.

Aspi, per tutte le due pagine è soltanto benemerita, visto l’impegno per l’energia pulita. Neanche una riga di background. Aspi è la società che gestiva il ponte Morandi, crollato a Genova il 14 agosto 2018: sotto le macerie rimasero 43 persone. Il 7 aprile scorso sono state rinviate a giudizio 59 persone, per omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, crollo doloso, omissione d’atti d’ufficio, attentato alla sicurezza dei trasporti, falso e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sui luoghi di lavoro. Fra gli accusati l’ex amministratore delegato di Aspi, Giovanni Castellucci. E’ quasi definita la vendita dell’88% di Aspi al consorzio guidato da Cassa Depositi e Prestiti Equity con i fondi Blackstone e Macquarie. L’incasso per Atlantia, società venditrice del Gruppo Benetton, sarà di 8,2 miliardi. Atlantia si è dovuta far carico di 580 milioni per la ricostruzione del ponte Morandi.

Le due pagine, anche se non c’è nessuna indicazione al riguardo, hanno l’aspetto di informazione aziendale.

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