Giallo e blu sono i colori della bandiera dell’Ucraina. Quelli che dovremmo fissare negli occhi e nella mente. Usiamoli nelle nostre pagine, per onorare un popolo che soffre, schiacciato dalla protervia del dittatore russo. Professione Reporter propone ai giornalisti di mettere questa bandiera bene in vista nelle prime pagine dei quotidiani, nelle copertine dei periodici, nei video dei propri servizi televisivi. Hanno cominciato il Corriere della Sera e la Repubblica, il giorno 3 di marzo. Il primo con una splendida tavola gialla e blu del pittore e scultore Mimmo Paladino, in prima pagina; la seconda, sempre in prima, con una foto dolorosa, in cui si vede la bandiera sventolare accanto al partigiano di Zhytomir che lancia una bottiglia molotov. 

Nel momento in cui decine e decine di inviati sono al fronte, nelle città martoriate dalle bombe e dai missili per raccontare e far capire le conseguenze di questo assurdo conflitto, le redazioni possono usare il giallo e il blu per mostrare che i colori di Kiev sono vivi nella loro mente. 

“Perché siamo tutti ucraini”, ha scritto il Corriere e il direttore Luciano Fontana, al presidente Zelensky che aveva gridato “Siamo come voi, non ci abbandonate!”, ha risposto: “Ora dobbiamo chiedere tutti ad alta voce che le armi si fermino, che le armate si ritirino, che la vita e la libertà degli ucraini siano difesi…. perché la vostra è anche la nostra bandiera”.

(nella foto, l’opera di Mimmo Paladino)

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