di ANDREA GARIBALDI

Che succede a Domani, sette mesi dopo la nascita? Colpi giornalistici e pezzi di lettura su temi maltrattati dai concorrenti.

La creatura, pensata da Carlo De Benedetti per rispondere all'”occupazione” di Repubblica da parte del nuovo proprietario John Elkann e del nuovo direttore (anche editoriale) Maurizio Molinari, prende forma: non è al centro del dibattito sui media, i suoi giornalisti vanno poco in tv e sono poco attivi sui social, ma il quotidiano nelle due versioni -carta e digitale- sta assumendo una personalità. Se si deve cercare un modello, potremmo dire che è un Foglio con più notizie e meno commenti. Con meno ostentazione di intelligenza. E una grafica più vivace.

C’è una scelta netta dei temi, che vengono poi trattati per più giorni e approfonditi. Lo sguardo, come voleva il fondatore, è verso la sinistra, che non significa necessariamente il Pd.

renzi e trapani

Nelle ultime settimane Domani ha dato in esclusiva la notizia di Renzi in Arabia Saudita, delle intercettazioni dei giornalisti nell’inchiesta di Trapani sulle Ong, dell’informativa del ministero dell’Interno (gestione Minniti) sulle stesse Ong. Ha lavorato sui lati oscuri della missione Frontex (migranti), sull’accordo fra Google e gli editori italiani del quale non si conoscono dettagli e cifre, su Conte e la zona rossa ad Alzano.

Prendiamo gli ultimi sette giorni, dal 4 all’11 aprile. Domenica 4 il giornale è rivestito da quattro pagine intitolate “Così finiscono le epidemie”. Un esempio di data journalism. Come andarono colera, morbillo, tetano e poliomielite in Italia e in altri Paesi del mondo, quanto è diminuita la fiducia nel vaccino Astrazeneca, come è calato il contagio nelle Residenze per anziani, qual è stato l’effetto del vaccino in Israele. Poi, all’interno, Michele Santoro che dice: “Durante la pandemia l’informazione ha fatto schifo”. Un’indagine su quanto gli italiani apprezzano Papa Bergoglio, i droni anti-immigrazione a guardia delle frontiere, un bel racconto di Attilio Bolzoni sulla storia dell’Hotel delle Palme a Palermo (riapre, ristrutturato), la crescita di Ethereum, nuova cripto valuta, che permette l’acquisto esclusivo di opere d’arte.

fatti e analisi

Ogni pagina un pezzo, massimo due. Giornale diviso in otto pagine di “fatti” e otto di “analisi”, che significa anche “cultura”. Senza la preoccupazione di un notiziario completo, ma con la ricerca di letture innovative. Con una titolazione più accattivante e più puntuale, rispetto ai primi tempi.

Martedì 6 aprile, l’inchiesta di Tizian e De Monte su Frontex, l’agenzia europea che dovrebbe monitorare le frontiere e mantiene rapporti con le vedette libiche. Nella seconda parte, le cronache dello scrittore Antonio Moresco “dalla città dei morti”. Incontra qui Dante, dopo aver visto, nelle puntate precedenti, Maradona e Pinocchio e avere partecipato a una seduta spiritica con Donald Trump. Piergiorgio Odifreddi, invece, racconta l’influenza su Guerre Stellari del mitologo Joseph Campbell. Mercoledì 7 aprile, ancora migranti riportati in Libia e condannati alle torture, case farmaceutiche che hanno consegnato solo metà dei vaccini previsti e poi la web tax, che forse, finalmente, arriverà perché alla Casa Bianca c’è un presidente che la vuole. Gli effetti sull’Italia del proibizionismo della cannabis e un pezzo di Gianni Cuperlo sulla sinistra, che deve ripartire dalle ingiustizie della società. Giovedì 8, c’è una riflessione del caporedattore Mattia Ferraresi sul caso Astrazeneca e il giornalismo che dovrebbe rendere conto di tutti gli aspetti delle vicende, per essere davvero al servizio del lettore. Una storia sul Giappone, dove i vaccinati sono l’1 per cento, ma i decessi solo una piccola frazione di quelli italiani. Un ritorno sulla vicenda dei navigator, “assunti per far trovare lavoro ad altri nel momento in cui il lavoro non c’è”. E prorogati.

salvare i riders

Venerdì 9, due pagine per spiegare -dopo l’arresto della cantante Anna Bettozzi- i segreti del contrabbando di carburante. Un pezzo che spiega come, per salvare i riders, i consumatori dovrebbero accettare di pagare di più il “lusso” dei servizi a casa. E una lunga intervista alla cantante Francesca Michelin, partner di Fedez a Sanremo, da cui si apprende che chi fa musica leggera può studiare Yourcenar, Calvino, Rigoni Stern. Sabato 10, ancora rivelazioni sull’inchiesta di Trapani: intercettati non solo giornalisti, ma anche avvocati e senatori. Un attacco di Giorgio Meletti a Draghi, che ha attaccato chi si è vaccinato giovane: ma se quelle erano le regole? Due pagine di approfondimento (De Luca, Di Giuseppe, Fierro e Preziosi) sul centrodestra che rischia di perdere le comunali per mancanza di accordo sui candidati. Il boom dell’autoelettrica cinese e come Erdogan è diventato il “sultano”.

Domenica 11, a pagina 3 il racconto sulle associazioni impegnate a mettere a disposizione spazi per gli studenti che non riescono a seguire le lezioni online. Per ragioni economiche e psicologiche. La spiegazione della frase di Draghi sul “dittatore” Erdogan. ancora un pezzo sulle tasse di Biden sulle multinazionali.

Quanto rende tutto questo? Dati accertati non ci sono, perché Domani non si è iscritto all’Ads. Si parla di diecimila copie. Pubblicità fra le pagine, poca. Ma la creatura è in cammino.

(nella foto Stefano Feltri, direttore di Domani e Carlo De Benedetti)

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