Mundo Deportivo, tutta la prima pagina con il titolo: “Eterno Kobe”. L’Equipe, tutta la prima pagina con il titolo: “L’etoile Bryant”. Marca, tutta la prima pagina con “Dolor y Gloria”. As: “Kobe es eterno”. Sport: “Kobe immortal”.

L’Italia è l’unico paese ad avere tre quotidiani sportivi, ma nessuno dei tre ha rinunciato a fare il titolo più importante della prima pagina sul calcio. Corriere dello Sport: “Castigato”, sul Napoli che sconfigge la Juve, Gazzetta dello Sport: “Ringhio riapre tutto”, sul nuovo allenatore del Napoli, Tuttosport: “Cr7 non basta”, stessa storia, vista dalla parte bianconera.

Tutti e tre mettono il titolo “Addio Kobe” in secondo piano.

Due grandi sportivi italiani se la sono presa. Per loro, la morte di un mito del basket come Kobe Bryant doveva oscurare ogni altra notizia. Almeno per un giorno.

“Il problema è che i giornali sportivi in Italia non sono giornali sportivi. Vergognatevi“, ha scritto su Twitter Marco Belinelli, cestista italiano che gioca in Nba nei San Antonio Spurs.

E la campionessa di nuoto Federica Pellegrini sul suo account Instagram ha espresso tutto il suo disappunto. “Tutto il mondo rende Onore ad un Dio dello Sport!! E noi?!?!….”. La nuotatrice azzurra ha postato una foto delle prime pagine, mostrando le differenze rispetto alla stampa straniera. “Al netto dell’importanza che ha il calcio nel nostro Bel Paese… tutto ciò è assolutamente sbagliato!! – ha proseguito Pellegrini – Lo Sport per me è Altro!! Soprattutto oggi”.

E’ l’ennesimo caso clamoroso di un’antica polemica. I nostri giornali sportivi esistono quasi ed esclusivamente per il calcio. Non c’è impresa in un qualsiasi altro sport che valga un risultato di calcio. Per tutti gli appassionati di tutti gli altri sport restano briciole di informazione.

Tutto ciò riguarda anche l’educazione sportiva nel nostro paese e il fatto -per esempio- si considerino gli stipendi e le compravendite milionarie dei calciatori come normali.

I giornali parlano di calcio perché il pubblico vuole quasi solo il calcio. Ma i giornali devono solo seguire il pubblico o anche in parte e piano piano, migliorarlo?