(A.G.) La sera di giovedì 16 gennaio il critico d’arte, scrittore, polemista e politico Vittorio Sgarbi ha superato un limite.

Nel mezzo della puntata di “Piazzapulita” ha composto un numero sul suo cellulare e si è messo a parlare al telefono. Come se fosse a casa sua, ma in favore di telecamera.

(Lo aveva già fatto, per la verità, lo stesso Sgarbi alcuni anni fa, a “L’aria che tira”, sulla stessa rete, La7, e lo ha fatto una ospite di Io e te di Pierluigi Diaco quest’anno su Rai Uno, ma i due conduttori sono intervenuti a reprimere).

Da tempo gran parte degli ospiti nei talk show televisivi consultano il telefonino, fanno ricerche, inviano messaggi, ricevono messaggi. Ora, dopo Sgarbi, anche altri cominceranno a telefonare in diretta e pian piano (o nemmeno tanto) diventerà un comportamento “normale”. 

Maleducazione, un passo avanti

Mentre Sgarbi era al telefono il giornalista dell’Huffington post Alessandro De Angelis cercava di argomentare qualcosa riguardo al Partito democratico. Ma non chiedetelo a Sgarbi, lui non ha ritenuto di dover stare a sentire, come si dovrebbe in un dibattito televisivo.

Abbiamo assistito, la sera del 16 gennaio 2020, a un altro passo avanti della maleducazione, dell’arroganza, della presunzione, dell’autoreferenzialità. Da parte di una persona molto colta, molto intelligente. Stavolta, il conduttore Corrado Formigli non è riuscito a intervenire per fermare il suo ospite, potrebbe non essersi accorto. 

Allo stesso modo, in una città tipo Roma, se qualcuno parcheggia in mezzo a una strada, quando va via un altro occupa lo stesso posto, perché la violazione della norma fatta una volta, non sanzionata, diventa -in una società dai valori tentennanti- possibile, veniale, accettabile.

dietro le quinte

Non sembra un caso che il misfatto abbia al centro il telefonino cellulare. Non ce ne rendiamo più conto, ma le strade, i ristoranti, le metropolitane, i bus, le sale d’attesa, perfino i cinema e i convegni sono costellati di persone che fissano uno schermo, lo toccano, lo scorrono. Nei pranzi di famiglia tutti o qualcuno tengono l’occhio sul cellulare.

In televisione andrebbe dato l’esempio opposto. Si dovrebbe tacitare il telefono portatile. Lasciarlo dietro le quinte. Serve per controllare dati sul dibattito in corso? Ma se si va a dibattere, meglio informarsi bene e prima, sennò pazienza. Se ci fossero notizie del momento sarà cura del conduttore informare i presenti.

Le reti tv dovrebbero imporre il divieto. O schermare gli studi. Forse però è già tardi.