di VITTORIO ROIDI

Una domanda semplice: fino a dove può spingersi il rapporto fra il giornalismo e lo spettacolo? Sorge spontanea, se uno si mette guardare la trasmissione tv di Mario Giordano, “Fuori dal coro”, su Rete Quattro.
Il giornalista, ormai noto al grande pubblico, affronta il tema della bolletta della luce elettrica, e che fa? Invita in studio una signora in vestaglia che impugna un ferro per stirare i suoi panni e le mostra un cartello in cui è spiegato che la cifra da sborsare per l’uso dell’energia è pari a 44 euro, ma in realtà lei ne pagherà 100. Questo perché nella bolletta ci sono anche le tasse, il canone tv e altri “oneri di sistema”. Sono soldi che servono allo Stato per affrontare alcune questioni: costruire impianti eolici, aiutare il fotovoltaico, mettere in sicurezza vecchie centrali nucleari ecc. Fatti che il consumatore non sa e che Giordano segnala con grande enfasi. Che è dire poco, perché per prima cosa consegna a ciascuno degli spettatori in studio una vera e propria bolletta e li invita a sventolarla.
“Bollette, bollette!” grida di continuo il giornalista e quelli agitano i loro foglietti, contenti di partecipare al piccolo show. Le intenzioni di Giordano sono chiare: denunciare che il consumatore non si avvede del sovrapprezzo che gli viene imposto e non sa che quei danari finiscono spesso in operazioni assai discutibili.
Gli aiuti al fotovoltaico o alla produzione di energia eolica: un cronista è andato a vedere una pala che non ha mai girato e funzionato, pur essendo costata più di un milione di euro. “Bollette! Bollette!”, grida Giordano e gli spettatori agitano i loro foglietti.
I soldi destinati alla distruzione di una centrale nucleare: un altro cronista dimostra che i lavori sono in ritardo di anni e anni. “Bollette! Bollette!”, grida il giornalista e gli spettatori obbediscono e sventolano, mentre la signora che sta stirando sospira e un robusto personaggio pedala su una cyclette, a dimostrazione che il cittadino deve usare muscoli e pazienza.
Immagini di pannelli fotovoltaici andati in malora, uno spreco gravissimo. “Bollette! Bollette”, ordina Giordano e il pubblico esegue, mentre il giornalista saltella (!) e si agita davanti alla telecamera per dare più forza al proprio operato.
Finanziamenti singolari, come quelli per aiutare un impianto che produce trippa, (sì, trippa) o una fabbrica di prosciutti. “Bollette! Bollette!!!”, e si agitano tutti nello studio di Rete Quattro, senza conoscere la ragione di quell’aiuto finanziario.
Giornalismo? O un piccolo circo, con la finalità di provocare stupore e indignazione anche se fondati su fatti veri? Ogni telespettatore darà il proprio giudizio e magari l’Ordine regionale cui è iscritto Mario Giordano ci farà sopra una riflessione. Tutto è lecito? Tutto si può fare? In fin dei conti ci possono essere mille modi per interpretare l’articolo 21 della Costituzione. Con però una osservazione di merito: il giornalista, se volesse veramente cercare la verità, come è suo dovere, dovrebbe spiegare ai cittadini che quegli “oneri di sistema” sono un meccanismo e una fonte a cui lo Stato attinge per situazioni che ha deciso di affrontare. Un prelievo fiscale, giustificato, seguito da una pessima utilizzazione di quei danari. Lo scandalo è qui, non nella bolletta. Ottima la denuncia, ma non si arriva alla verità, non vengono individuati e smascherati i gestori e gli amministratori. E allora lo show giornalistico finisce solo per alimentare il qualunquismo e il disamore verso le pubbliche istituzioni.

(nella foto: Mario Giordano a “Fuori dal coro”)