(A.G.) Nel mese che ha preceduto le elezioni europee di fine maggio i principali tg italiani hanno parlato soprattutto di cronaca nera. In seconda posizione la politica, in terza la politica estera. Scelte che non hanno particolare connessione con la realtà, visto che tutti i dati del Viminale parlano di reati in calo.
Presto o tardi ci saranno nuove elezioni in Italia e può essere utile capire come hanno agito i sette principali tg in occasione dell’ultima consultazione elettorale. E’ prezioso per questo scopo il lavoro svolto dall’Osservatorio di Pavia, che ha studiato per i trenta giorni precedenti al 26 maggio i tg nel prime time (ora di cena), per capire quale sia stato l'”ecosistema informativo” nel quale sono maturate le scelte per il voto europeo. I tg nel prime time rappresentano tuttora anche nell’era del web, dei social, degli smartphone, uno dei principali mezzi di informazione per gli elettori.

Per i delitti 21 per cento del tempo

Cronaca nera e criminalità al primo posto, dunque. Gli altri temi seguono, con forte distacco. Nei notiziari del Tg4 (Mediaset) questo tema, nel mese precedente le elezioni europee, occupa il 35,3 per cento del tempo. A Studio Aperto (Mediaset) il 29,5 per cento, al Tg3 il 17,9, al Tg1 il 17,1, al Tg5 il 16,4 e infine a La7 il 14,1. Media dei sette tg, 21,2 per cento dedicato ad episodi come il ferimento della piccola Noemi a Napoli e la “guerra di camorra”, lo stupro di gruppo di Viterbo, l’omicidio di Manduria, la morte di un bambino di due anni a Milano e le inchieste per corruzione e per vicinanza alla ‘Ndrangheta in Lombardia.
Questo preponderante interesse dei tg contrasta con i dati sui reati del primo trimestre 2019 confrontati con lo stesso periodo del 2018 e diffusi dal ministero dell’Interno. Meno 9,2% i reati in generale in Italia, meno 15 per cento gli omicidi, le violenze sessuali e i tentati omicidi. Gli stranieri che richiedono asilo sono diminuiti del 31,9 per cento, con cali record in Sicilia (-42,6%) e in Lombardia (-33,5%).
Molto scarsa è invece l’attenzione per un tema come l’ambiente, sempre più considerato chiave fondamentale per il prossimo futuro. I sette tg hanno dedicato il 3,1% del tempo dei notiziari, con particolare disinteresse de La7 (0,3%) e discreto interesse del Tg1 (5,7%). C’è uno 0,4% riservato all’istruzione, con maglia nera a La7 (0,0%) e un poco meglio al Tg1 (0,5%). Le questioni sociali hanno occupato il 5,9% (ma il Tg3 ha dedicato il 13%). La giustizia è allo 0,4%, scienza e salute sono al 2%, lo sport al 2,2%.

Tg2 e La7 su politica interna

Dopo la cronaca nera, i telegiornali hanno offerto la politica interna. In media per il 15,5% del tempo, con il Tg2 di Gennaro Sangiuliano in testa (21,8%) e La7 di Enrico Mentana in seconda posizione. Il Tg4 è il meno interessato con il 5,3%. Dopo cronaca nera e politica interna, arriva la politica estera: 9 per cento al media, con La7 al 18 per cento e in Tg4 in fondo classifica con lo 0,4%.
Per dare una connotazione più specifica alle singole testate, si evidenzia che il Tg1 di Giuseppe Carboni si occupa molto di questioni sociali, cultura, scienza e religione, dedicando poco tempo a cronaca (sia nera che bianca che rosa) e alla politica interna.
Il Tg2 sceglie politica ed economia e trascura questioni sociali e ambientali.
Il Tg3 si occupa di temi sociali e ambientali, di politica interna ed estera e lascia poco spazio alla cultura.
Tg4 e Studio Aperto sono caratterizzati dalla cronaca, nera, bianca e rosa e lasciano sullo sfondo politica interna ed estera, economia e questioni sociali e ambientali. Studio aperto si dedica alla cultura e allo spettacolo, in particolare alla nuova musica italiana. Il Tg4 è poco attratto dalla cultura.
Il Tg5 ha uno sguardo attento sull’economia e scarso interesse per la cronaca.
La7 è concentrata sui temi politici ed economici. Fra le questioni sociali, ha dedicato quasi il doppio dello spazio degli altri all’immigrazione.
Tg1 e Tg5 sono i telegiornali più seguiti. Secondo i dati 2018 registrano in media, rispettivamente, circa 4,9 milioni e 3,8 milioni di telespettatori, con share del 23,6% e del 18%. Il Tg3 è seguito da 1milione 750 mila telespettatori medi (10,9 di share), il Tg La7 da 1 milione e 150mila (5,5% di share), il Tg2 da 1 milione e 750 mila (7,6%). Studio Aperto si mantiene costante con 730mila spettatori al 5,3%, il Tg4 è seguito in media al giorno da 638mila di telespettatori (4%).
Molto difficile, ovviamente, stabilire la correlazione tra scelta dei temi trattati ed esito del voto europeo.

(nella foto: dopo il ferimento di Noemi, 4 anni, in piazza Nazionale, a Napoli, il 3 maggio, in una sparatoria fra camorristi)