(G.L.) Bufera in rete per un’intervista di Pierluigi Diaco ad Alberto Ravagnani, l’ex sacerdote-influencer che a febbraio ha dismesso la tonaca per dedicarsi alla comunicazione e allo spettacolo.
L’episodio è avvenuto durante la puntata del 3 novembre di “BellaMa’”, il programma pomeridiano condotto su Rai 2 dal giornalista e presentatore televisivo. “Ravagnani, da Dio alla Tv. Credibile?”, recita il titolo in sovraimpressione.
Il 33enne Ravagnani, che attualmente è un concorrente dello show di Rai 1 “Ballando con le stelle”, è stato messo in difficoltà da domande insistenti sulla sua vita privata. “Ho una convinzione che diventa ipocrisia quando la domanda non viene posta direttamente”, ha esordito Diaco: “E io te la pongo direttamente, perché tu meriti di essere trattato con il tatto ma anche con la sincerità della scelta profonda che hai fatto: ‘Sei attratto dagli uomini o dalle donne?’”.
“impegno con dio”
L’ospite, visibilmente sorpreso, risponde: “Dalle donne, però è una domanda che in questo momento non ha un appoggio”. Quindi il conduttore prosegue: “Ma questa ipocrisia per cui le battutine che ti vengono fatte pubblicamente, anche a ‘Ballando’, girava tutto intorno alla tua sessualità…. ‘Adesso vediamo, lo dirà prima o poi, glielo facciamo dire che è gay’… io la sento questa cosa proprio offensiva”. E ancora: “Tu mi stai dicendo che non hai vissuto la sessualità con altre persone durante il sacerdozio, e che adesso che non sei più sacerdote la stai sperimentando. Non so se tu l’abbia già sperimentata con una persona, sì o no?”. Ravagnani, scosso ma sempre composto e calmo, dice che preferisce non rispondere, e il presentatore lo incalza: “Facile però. Hai deciso di esporti pubblicamente, quindi hai anche il dovere di chiarirci un po’ le idee. La scelta di venir meno all’impegno preso con Dio, rispetto anche alla tua comunità di fedeli, sarebbe meno profonda e meno intima della tua sessualità?”.
giudizi e disagio
A quel punto, l’intervistato nota che non si tratta più di “domande”, ma di “giudizi”: “Mi stai mettendo in difficoltà portandomi su un terreno in cui chiunque sarebbe in difficoltà”. E più avanti: “Mi sento messo a disagio, non voglio fingere di stare bene, e lo dico sinceramente”. Diaco non arretra: “Tu ci hai reso partecipi della tua storia, quindi meriti delle domande molto dirette, al limite della maleducazione… Io ti ho invitato perché mi ha incuriosito la tua storia e volevo capire fino a che punto sei disposto a essere sincero con i telespettatori, non su quello che ti pare a te, ma anche su quello che ci pare a noi, perché siamo curiosi di sapere chi sei”. “Ti sei interessato molto di più del mio orientamento sessuale e delle mie esperienze sessuali, ma io sono molto di più di questa parte della mia vita”, ribatte Ravagnani, che aggiunge di voler rimanere riservato su alcune parti della sua vita. “E te credo, perché ti conviene”, dice Diaco, che continua: “Io non sono disposto a fare promozione a una narrazione voluta solo da te, ma sono disposto a fare il mio mestiere di giornalista e a farti delle domande, sincere, poste con educazione, guardandoti negli occhi”. Il dialogo va avanti per alcuni minuti con gli stessi toni.
pubblico scatenato
Gli estratti della puntata stanno circolando ampiamente sui social network e su numerosi media italiani, accompagnati da centinaia di commenti indignati per l’atteggiamento di Diaco, giornalista del servizio pubblico. Accanto a qualche opinione di chi difende il conduttore in virtù del percorso di Ravagnani, la maggior parte del pubblico definisce l’intervista “surreale” e “grave”, chiedendo provvedimenti alla Rai e all’Ordine dei Giornalisti.
Diaco è unito civilmente dal 2017 con il collega Alessio Orsingher. Diversi utenti, accusandolo di incoerenza, stanno ricordando il suo stesso passato e il suo coming out tutt’altro che precoce. Nel 2008, ospite a “Scalo 76” su Rai 2, rispose con un secco “No” alla domanda di Donatella Rettore se fosse gay: “Cos’è questo modo di ghettizzare?”. “Non credo nelle definizioni”, disse invece al Corriere della Sera nel 2017: “La sessualità è un dettaglio della personalità, non una patente d’identità. Non mi sono mai chiesto se ero etero, bisessuale o che altro. Ho sempre condiviso serenamente le mie storie con amici e familiari”.
La mattina del 4 novembre Fanpage.it ha riportato del forte malcontento di Milly Carlucci e del cast di “Ballando con le stelle” rispetto all’episodio, indiscrezione confermata dall’Ansa. Lo show del sabato sera, come reazione, avrebbe deciso di non far partecipare più i suoi concorrenti al programma di Diaco.
interviene carlucci
Intorno alle 13, poi, Milly Carlucci e gli autori del suo programma hanno diffuso una nota stampa di condanna: “‘Ballando con le stelle’ da sempre ha proposto al suo pubblico temi su cui riflettere, con l’intento di capire e includere aspetti di una società complessa e in continuo divenire. Ringraziamo Alberto Ravagnani per aver accettato l’invito a ‘Ballando con le Stelle’ e per condividere con noi la sua esperienza di vita. In merito ai noti fatti riteniamo inaccettabile quanto accaduto e rinnoviamo pubblicamente ad Alberto tutto il nostro affetto e la solidarietà”.
Poco dopo sono arrivate le prime reazioni della politica. Dura quella dei componenti del Movimento 5 Stelle in Vigilanza Rai: “Ma com’è possibile che sul servizio pubblico possa andare in onda una aggressione verbale in piena regola come quella ad opera di Pierluigi Diaco, uno dei volti di TeleMeloni? Ma come è possibile che nessuno ai piani alti della Rai senta il dovere di prendere le distanze da uno spettacolo di così basso livello, con un ospite scientemente annichilito con domande pruriginose e scomposte, che sono sfociate in una cafonaggine francamente indecorosa?”.
“scomode e provocatorie”
Di tutt’altro avviso Federica Frangi, consigliera di amministrazione Rai in quota Fratelli d’Italia: “Trovo francamente sproporzionate le polemiche contro Pierluigi Diaco. Un giornalista ha il diritto di porre domande scomode, dirette e provocatorie. L’intervistato ha, naturalmente, il diritto di non rispondere. Alberto Ravagnani ha scelto liberamente di raccontare in pubblico la propria storia personale e spirituale. È quindi legittimo che un’intervista provi ad approfondirne anche gli aspetti più intimi. Chi segue ‘BellaMa’’ sa bene che Pierluigi Diaco conduce interviste mai banali, dirette e capaci di andare oltre la superficie. Un approccio che contribuisce all’identità del programma, che sta ottenendo buoni risultati di ascolto nella propria fascia oraria”. Frangi accusa i critici: “La Rai deve difendere il pluralismo, non alimentare il conformismo. Non si può accusarla quando i giornalisti non incalzano abbastanza la politica e poi contestarli quando pongono domande scomode. Basta doppiopesismo”.
Silenzio, per ora, dai vertici della Rai e dagli altri protagonisti della vicenda.
(nella foto, Alberto Ravagnani e Pierluigi Diaco)





