Per la serie giornalismo di cronaca.
La sera del 18 agosto -dopo due giornate di rinvio per pioggia- si è svolto il a Siena il tradizionale Palio dell’Assunta. La partenza, chiamata “mossa”, è stata molto elaborata. Per oltre un’ora i dieci fantini e i dieci cavalli non si sono allineati come previsto dall’estrazione. Quando poi mancavano dieci minuti al terzo rinvio, per il buio stavolta, il mossiere Renato Bircolotti ha abbassato il canapo e convalidato il via. Partenza irregolare, perché il Nicchio era in nona posizione anziché in ottava e ne ha tratto grande giovamento, conducendo la gara in testa dall’inizio alla fine.
Ecco, alla fine i contradaioli del Nicchio, come di consueto, sono andati incontro al fantino e al cavallo trionfatori -Giovanni Atzeni, detto Tittìa e il mezzosangue Anda e Bola. Nella foga, uno di loro ha fatto cadere cavallo e cavaliere. Tutti i telespettatori de La7 hanno visto chiaramente la scena con Tittìa che, appena messo in bisaccia il tredicesimo Palio della carriera, cadeva di faccia e restava in terra senza muoversi.
Tutti, apparentemente, meno i due telecronisti: Pierluigi Pardo e lo storico Giovanni Mazzini. Pardo è giornalista famoso e onnipresente, soprattutto per le telecronache delle partite di calcio, ha lavorato per Sky, Mediaset, ora a Dazn e anche Rai, Radio 24, Corriere dello Sport e -appositamente per il Palio- La7.
Né Pardo, né Mazzini dalla fine della gara fino alla fine della trasmissione (che doveva cedere la linea al telegiornale delle 20, con mezz’ora di ritardo) hanno pensato di informare i telespettatori sulle condizioni di Tittìa (e -en passant- di Anda e Bola). Né il regista ha più inquadrato il punto dove era successo l’incidente, preferendo immagini generiche di festeggiamenti sulla pista e in tribuna (d’onore, in particolare). Poi, titoli di coda e avanti col tg.
Per sapere che Tittìa è stato soccorso da un’ambulanza e portato d’urgenza all’ospedale di Santa Maria delle Scotte, in osservazione per trauma cranico e che il cavallo invece non ha riportato conseguenze gravi, gli utenti si sono dovuti trasferire sui siti o sui social.
(E nemmeno una parola sui dubbi legati alla regolarità della partenza).
Il giornalismo sembra semplice, in realtà non è così.




