Il Presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli in un’intervista al Foglio è intervenuto sul caso della trasmissione Rai tolta a Pietrangelo Buttafuoco. “Lupus in fabula” è stata chiusa per via del padiglione Russia in Biennale, ospitato da Buttafuoco come Presidente?, chiede l’intervistatrice. “Ma certo -risponde Bartoli- Hanno messo il bavaglio a una voce perché non allineata, anche se rispettabile. E sia chiaro che non ho alcuna simpatia per la Russia”.

La decisione di escludere “Lupus in fabula”, rubrica quotidiana di Buttafuoco in onda da cinque anni su Rai Radio1, alimenta polemiche. Michele Anzaldi, giornalista, ex parlamentare di Italia Viva ed ex segretario della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, chiede trasparenza sulle ragioni della scelta e invita il Consiglio di amministrazione della Rai a non ratificare i nuovi palinsesti senza un chiarimento pubblico.

A comunicare che la trasmissione del mattino, prodotta da Palazzo Labia a Venezia, è stata esclusa dalla bozza dei palinsesti 2026/2027 è stato lo stesso Buttafuoco: “Leggo nei giornali che viene dato ‘in forse’ nella prossima stagione Rai il mio ‘Lupus in fabula’. Vorrei chiarire che non ci sarà, mi è stato comunicato un mese fa dal direttore”, ha dichiarato all’Ansa il 16 luglio.
Dice Anzaldi: “Penso che sia giusto precisare che a comunicarlo sia stato lo stesso Buttafuoco, perché ai numerosi giornalisti che hanno chiesto conferma o smentita della notizia è sempre stato risposto dai vertici dell’Azienda: ‘Ancora non è stato deciso nulla’”.
In un’intervista al Foglio del 18 luglio Giovanni Minoli ha dichiarato: ‘Il caso Buttafuoco è un esempio da manuale. Hanno tolto 10 minuti al giorno, alle sette del mattino, a uno scrittore di destra, perché è una persona libera. Glieli tolgono perché in un altro cortile, quello della Biennale, lo stesso uomo ha fatto una scelta che a qualcuno al governo è dispiaciuta. Se pensano che quel programma fosse brutto, lo devono dire”.
Anzaldi: “Se fosse confermato che le motivazioni sono queste e non vi è nessun motivo economico o di qualità, ci troveremo in Rai a un taglio non dovuto a motivi politici, che è ed è stata pratica diffusa, ma per la prima volta ci troveremo dinanzi ai tagli per mancata obbedienza. Faccio un appello al Cda: non approvi tagli senza conoscere e fornire pubblicamente i dati sul giudizio di qualità e sugli ascolti. Una mancanza o meglio un diniego di informazione porta a pensare che alla base di tutto ci siano le decisioni prese da Buttafuoco nell’esercizio del suo mandato da Presidente della Biennale di Venezia, fatto di gravità inaudita e soprattutto inedito”.

Nel cda Rai del 30 luglio il Consiglio dovrà prendere atto dello schema di Palinsesto presentato dall’Amministratore delegato Rossi.

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