(A.G.) Gli Stati Uniti non sono New York.
Sono anche il Kentucky dei Monti Appalachi, con le miniere chiuse e la distribuzione dell’antidolorifico OxyContin, proprio dove è nato e vissuto, in una famiglia disgregata, l’attuale vicepresidente J.D.Vance.
Sono anche il Texas o il South Dakota, dove è impossibile trovare frutta e verdura fresche, o Seattle, dove una catena di ristoranti chiede la liberatoria a chi ordina “The Bulge”, banana fritta ricoperta di zucchero caramellato, con gelato, noci e panna montata, in un bagno di cioccolato fuso e sciroppo di fragola.
femminile e maschile
Tutti ormai lo sanno che gli Usa non sono New York, ma il libro “America dentro” (Editori Laterza) di Massimo Gaggi e Tamara Jadrejcic lo rammenta e spiega, con l’affetto di chi ha vissuto lì vent’anni e ne ha scritto. Affetto che vira su molte amarezze e punte di allarme. Molti dei racconti del libro devono aver contato nella decisione di tornare a vivere nella vecchia Europa.
Gaggi e Jadrejcic sono marito e moglie, giornalisti, lui del Corriere della Sera, lei, croata, di Jutarnji List e Globus. Guardano agli Stati Uniti fondendo lo sguardo femminile e quello maschile, senza mai rivelare chi ha pensato pagine e capitoli, lasciando indovinare al lettore. Un lungo viaggio da Est a Ovest, da Nord a Sud di quell’immenso Paese, che conduce direttamente verso il primo e soprattutto verso il secondo mandato di Trump.
ossessione e religione
Ecco dunque il suprematismo che ritorna (non se n’era mai andato) in Alabama, in Virginia. Ecco l’ossessione, anzi la religione, delle armi, 120 per ogni 100 abitanti (neonati compresi), protetta dal Secondo emendamento della Costituzione. Le stragi di bambini e di ragazzi come quelle di Lancaster (Pennsylvania) -vittima la mite comunità Amish- o di Columbine in Colorado. Senza che nessun Presidente sia riuscito (abbia voluto) introdurre qualche limite, paralizzati sempre dal potere e dai voti dell’Associazione dei produttori di armi.
E poi. Le grandi speranze dopo l’elezione del primo Presidente nero, Barack Obama, che si sono esaurite in una marea di buone intenzioni, un po’ di lodevole riforma sanitaria, un accordo con l’Iran, ma nessun argine, appunto, alle libere vendite di fucili da guerra, nessuna punizione per banchieri e finanzieri responsabili del micidiale crack economico del 2008.
scomparsi nel nulla
Ecco -anche questa è America- il mistero dell’Alaska, Nord Ovest, estremo opposto di New York: qui migliaia di persone ogni anno scompaiono nel nulla. E le tragedie del capitalismo senza freni: la città di Flint nel Michigan, che pagava l’acqua all’acquedotto di Detroit, ma per la crisi industriale nel 2014 le autorità decidono di attingere al fiume, fortemente inquinato dal piombo, rifiuto produttivo. Obama interviene ma è tardi: da seimila a dodicimila bambini -neri- hanno subito danni cerebrali irreversibili.
Solo lati oscuri? No Jadrejcic e Gaggi raccontano anche la favola vera del comandante Sullenberger, che nel gennaio 2009 plana con un Airbus A320 sul fiume Hudson senza fare neanche una vittima, pane per il bisogno di eroi che gli Stati Uniti hanno sempre, in particolare in quel momento, mentre Wall Street è nel pieno di uno dei suoi disastrosi (non per tutti) crolli.
vecchi e nuovi guru
Il libro finisce con la “Presidenza imperiale”, Trump 2, l’applicazione del Project 2025, scritto dalla Heritage Foundation, think thank conservatore. Quindi, caccia agli immigrati, sostituzione con fedelissimi in tutti i posti chiave nel governo e nelle agenzie federali, soldati in piazza contro i manifestanti, militarizzazione del Dipartimento di Giustizia. Sullo sfondo, in realtà in prima fila, il “tecnocesarismo” dei vecchi e nuovi guru dell’Intelligenza artificiale.
Adesso, tutti a interrogarsi sulla tenuta della democrazia-faro dell’Occidente. Torniamo da dove eravamo partiti, New York, città in cui -scrivono Jadrejcic e Gaggi- “è guerra di trincea tra i quartieri dei ricchi dove prosperano palestre zeppe di personal trainers e si vende cibo biologico a prezzi stratosferici, mentre ad Harlem o nel Bronx trionfa il cibo spazzatura che costa poco, ma accorcia la vita”.
Metafora di un mondo diviso in mondi che non si incontrano mai.




