L’Ordine dei giornalisti del Lazio ha deciso di fornire “pareri di congruità” a tutti i giornalisti professionisti e pubblicisti, collaboratori e free lance, che ne facciano richiesta per determinare una corretta retribuzione del lavoro svolto.
“A lungo abbiamo atteso -si legge sul sito dell’Ordine- che il governo emanasse le tabelle per la determinazione dell’Equo compenso per i giornalisti e per questo abbiamo protestato e manifestato in varie sedi. Ma dopo più di sei mesi dalla promessa fatta dalla presidente del Consiglio in diretta Tv, di definire tali tabelle al più presto, abbiamo deciso che non si poteva più attendere e, con la condivisione di Stampa Romana, abbiamo stabilito di garantire, almeno noi come Ordine del Lazio, la maggior tutela possibile ai colleghi più fragili”.
Dopo più di un anno e mezzo di confronti l’Ordine dei Giornalisti del Lazio, presieduto da Guido D’Ubaldo, al termine di una riunione cui sono stati invitati anche il segretario di Stampa Romana Stefano Ferrante e il Presidente della Commissione lavoro autonomo Vincenzo Campo, ha deciso di rendere operativi i “pareri di congruità” per tutti i giornalisti professionisti e pubblicisti. Si tratta di un atto che certifica il compenso dovuto ai freelance, ai collaboratori (partite Iva, co.co.co o con la formula della cessione di diritto d’autore), per esigere dal datore di lavoro la corretta remunerazione e che può essere fatto valere anche in sede giudiziaria.
Al momento questo è l’unico strumento che hanno i giornalisti per avere retribuzioni corrette, visto che al Ministero della Giustizia sono ancora bloccate le tabelle che darebbero attuazione alla legge sull’Equo compenso, che resta lettera morta solo per i giornalisti.
Il rilascio dei pareri di congruità da parte degli Ordini regionali è addirittura obbligatorio nel caso di colleghi che lavorino per aziende che hanno meno dei cinquanta dipendenti e dieci milioni di fatturato, la grande maggioranza dell’universo editoriale.
“Questa vicenda dimostra che la sintonia e la collaborazione tra Sindacato e Ordine rendono la categoria più forte, ringrazio il presidente Guido D’Ubaldo, i consiglieri tutti e in particolare Anna Laura Bussa, che ha istruito la prima ‘pratica’, Sara Menafra e Carlo Picozza, che hanno posto con determinazione la questione, svolgendo un’azione di raccordo con Stampa Romana, con Vincenzo Campo e Simone Massetti. Ora insieme alla Fnsi continuano le battaglie per sbloccare le tabelle dell’Equo compenso e il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro”, dice Stefano Ferrante, Segretario di Stampa Romana.




