(S.A.) Il Washington Post prepara una forte riduzione degli spazi occupati nella sede di One Franklin Square, a Washington, dieci anni dopo il trasferimento voluto da Jeff Bezos come simbolo della crescita digitale del quotidiano americano. La notizia è stata riportata da Status e arriva in una fase difficile per il giornale, segnata da perdite economiche, calo degli abbonamenti e numerosi tagli interni.

Washington Post è nella storia del giornalismo mondiale in particolare per l’inchiesta Watergate che portò alle dimissioni del Presidente Nixon.

“guardare al futuro”

L’edificio di K Street era stato inaugurato nel gennaio 2016 alla presenza dell’allora segretario di Stato John Kerry e della Sindaca di Washington Muriel Bowser. Jeff Bezos, proprietario del giornale dal 2013 dopo l’acquisto per 250 milioni di dollari, aveva presentato la nuova sede come il centro della trasformazione digitale del quotidiano. In quell’occasione dichiarò: “Sono un grande sostenitore dell’idea di guardare al futuro”.

Il fondatore di Amazon spiegò che il giornale avrebbe dovuto “inventare” nuove forme di giornalismo digitale, puntando su tecnologia, innovazione e investimenti a lungo termine. Bezos parlò anche dei cambiamenti portati da internet nel modo di creare e distribuire le notizie, assicurando che il quotidiano avrebbe continuato a investire sulla qualità editoriale.

forte crescita

Negli anni del primo mandato presidenziale di Donald Trump, il Washington Post registrò una forte crescita. Gli abbonamenti digitali superarono quota 3 milioni e la redazione aumentò il numero dei dipendenti. Il giornale investì in podcast, video, tecnologia e copertura internazionale, mentre Bezos veniva considerato uno degli imprenditori più impegnati nel rilancio della stampa americana.

Negli ultimi anni, però, la situazione economica è cambiata. Secondo le stime riportate da diversi osservatori, le perdite annuali del quotidiano hanno sfiorato i 100 milioni di dollari. Gli abbonamenti digitali sono scesi sotto i 2,5 milioni e il traffico online si è ridotto di circa la metà negli ultimi tre anni.

tagli e licenziamenti

La diminuzione delle entrate ha portato a licenziamenti e tagli in più settori della redazione. Tra le decisioni più discusse ci sono la chiusura del desk sportivo, la riduzione della copertura internazionale e delle notizie locali e la sospensione del podcast Post Reports.

Negli ultimi mesi sono aumentate anche le polemiche legate ad alcune scelte attribuite direttamente a Bezos. Tra queste il blocco dell’endorsement a Kamala Harris durante l’ultima campagna presidenziale e il nuovo orientamento della sezione opinioni verso temi legati al libero mercato e alle libertà individuali.

Ulteriori critiche sono arrivate dopo il finanziamento del documentario dedicato a Melania Trump, una decisione che ha alimentato il dibattito interno ed esterno sul ruolo editoriale del quotidiano e sulla direzione scelta dalla proprietà.

(nella foto, Carl Bernstein e Bob Woodward, i cronisti del caso Watergate)

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