L’Assemblea di Redazione di Radio Radicale lunedì 11 maggio 2026 ha valutato negativamente l’ipotesi dell’azienda, sostenuta dalla direzione, di chiudere alle 21 la programmazione in diretta. In un comunicato “esprime profonda preoccupazione per l’impoverimento dell’offerta, per il danno reputazionale che ne può derivare, nonché per le conseguenze sulle condizioni di lavoro e sul trattamento economico dei colleghi”.
L’Assemblea ha dato mandato al Comitato di redazione di aprire un confronto con l’azienda per verificare quali risparmi o miglioramenti di efficienza giustifichino la chiusura della programmazione serale; verificare se sussistano le condizioni perché l’ipotesi di chiusura alle 21 non arrechi un danno alla professionalità, alla remunerazione e alle condizioni di lavoro dei colleghi interessati; verificare se sussistano le condizioni per superare le criticità relative alla trasmissione delle sedute parlamentari che si protraggono oltre le 21 e alle esigenze di copertura di altri eventi eccezionali; valutare se sussistano soluzioni alternative alla chiusura della programmazione in diretta alle 21.
“L’Assemblea di Redazione valuterà ogni iniziativa, in qualsiasi momento, a tutela della professionalità della redazione e del servizio pubblico di Radio Radicale”.
Già nell’estate 2025 la redazione aveva protestato per l’abolizione delle dirette serali, che era durata solo nel mese di agosto. C’era stato poi il problema del finanziamento statale per la copertura dei lavori parlamentari, messo in discussione fino al mese di febbraio e poi però risolto con l’erogazione totale di 8 milioni di euro con fondi Pnnr.




