A sorpresa, martedì 19 maggio il Presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli ha comunicato al Consiglio generale che ci sono nei conti dell’Ordine 900mila euro da incassare o da risparmiare per non far andare i conti del 2026 in rosso. Una cifra che non era stata considerata nel bilancio preventivo approvato a dicembre e neanche nel consuntivo 2025 approvato a marzo.
tre anni
Bartoli ha accompagnato la comunicazione con 40 slide esplicative sui costi che l’Ordine ha dovuto sostenere negli ultimi tempi e su come recuperare. Il piano del Presidente prevede un disavanzo nel 2026, che parte da 900mila, ma potrebbe essere minore se andranno in porto alcune misure correttive. Un avvicinamento al pareggio nel 2027, l’equilibrio di gestione nel 2028. “L’Ente tuttavia -dice Bartoli- è in splendida salute”. E cita i tre milioni e mezzo di riserve finanziarie che l’Ordine detiene. Negli ultimi diciotto anni il bilancio dell’Ordine è sempre stato chiuso in attivo.
fondi per formazione
Cominciamo con l’esame che Bartoli fa sulle maggiori spese che hanno portato l’Ordine a consumare più di quanto ha incassato. “Per anni -dice- abbiamo fatto investimenti e iniziative importanti e rilevanti. Abbiamo dato 600mila euro agli Ordini regionali per le loro attività e il loro sviluppo. Abbiamo raddoppiato i fondi per la formazione da 250mila a 600mila euro. Ora però finisce la fase garibaldina e dobbiamo impegnarci a contenere i costi”. E poi: calo degli iscritti, aumento delle quote ridotte (quelle che pagano i pensionati), morosità nel pagamento delle quote.
Bartoli cita anche le misure di risparmio già prese: la riduzione dei rimborsi chilometrici per i consiglieri, la riduzione dei compensi ai commissari d’esame. Va tenuto conto che nel 2025 è stata estinta l’ultima rata del mutuo per l’acquisto della sede di via Sommacampagna a Roma: l’Ordine quindi svolge la sua attività fra mura proprie.
controlli di gestione
E veniamo alle proposte per migliorare la situazione. Introdurre controlli di gestione rigorosi. Eliminare i corsi di formazione con pochi partecipanti. Bartoli ha proposto inoltre il versamento all’Ordine di una parte della quota pagata dagli studenti candidati all’ammissione alle Scuole di giornalismo riconosciute. Proposta approvata dal Consiglio. E ha proposto di far versare all’Ordine dalle Scuole stesse un dieci per cento delle rette. Ci sono scuole che guadagnano anche 100/200mila euro l’anno. Lavorano grazie all’autorizzazione dell’Ordine, che poi deve impiegare risorse per pratiche, controlli, verifiche. Il modello sarebbe un po’ quello delle concessioni dello Stato ai balneari per l’uso delle spiagge. Questa proposta non è stata ancora approvata e tutto è stato rinviato al prossimo Consiglio di luglio. Nel frattempo, Bartoli ha convocato per il 10 giugno i presidenti degli Ordini regionali e i loro tesorieri per discutere sul tema bilancio.
(nella foto, Carlo Bartoli)





