L’ Ordine dei giornalisti torna a dare indicazioni sulla protezione dell’identità dei minori, sulla base del Codice deontologico della categoria. Stavolta a proposito dell’omiciodo di Massa di Giacomo Bongiorni.

“L’identità dei minori -dice il comunicato dell’Ordine- va sempre protetta, anche in gravi casi di cronaca come l’omicidio di Massa. Su questo il Codice deontologico dei giornalisti è chiarissimo. Invitiamo quindi le colleghe e i colleghi a non diffondere dettagli specifici che consentano la facile identificazione degli autori dell’azione violenta”.

Bongiorni è stato ucciso nella notte tra l’11 e il 12 aprile davanti al figlio di 11 anni, durante un’aggressione con pugni e calci sferrati con violenza. Coinvolti nelle indagini cinque giovani, di cui tre minorenni. Gli accertamenti medico-legali, in questo senso, hanno segnalato una emorragia cerebrale piuttosto evidente e che sarebbe compatibile con i colpi ricevuti ma anche con la successiva caduta dell’uomo sull’asfalto. Per due minorenni l’accusa è subito caduta.

Durante il funerale nel Duomo di Massa il vescovo Mario Vaccari ha detto che Bongiorni “l’aggressione si è sviluppata da un giusto richiamo per una bottiglia di vetro rotta che poi è degenerata! Giacomo ha fatto una cosa giusta. E questa Chiesa è qui anche per raccogliere la sua voce, il suo richiamo”.

I fermati per l’omicidio sono tre. Lo hanno deciso due diversi giudici per le indagini preliminari, prima quello di Massa, poi quello minorile di Genova, motivando la custodia in carcere nelle rispettive ordinanze con il “pericolo di reiterazione del reato” come esigenza cautelare. Per lo studente 17enne la gip di Genova, Tiziana Paolillo, ha aggiunto il “pericolo di fuga”. Il 17enne, nell’interrogatorio di garanzia, ha ribadito di aver ricevuto una “testata” dalla vittima e di aver reagito con un pugno. Versione “comprovata da due testimoni”, secondo la difesa del ragazzo.

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