Una giornalista dell’Agenzia Adnkronos si à fatta assumere fra le comparse del sequel di “Il Diavolo veste Prada”, per raccontare da dentro cosa succede sul set di un film di grande successo. Giornalismo insider, come quello che faceva il tedesco Gunter Wallraff, che si trasformò in un trafficante d’armi, in un cronista della Bild Zeitung, in un immigrato turco, per testimoniare direttamente quei mondi. Là c’era uno scopo sociale, qui siamo nel mondo della moda e dello spettacolo, ma sempre “sotto copertura”.
Federica Mochi, esperta di moda, a settembre ha affrontato i casting e dopo due settimane le è stato comunicato di essere rientrata fra i duemila prescelti (su settemila candidati). Nell’ottobre 2025 è andata alla Pinacoteca di Brera per partecipare a “Il diavolo veste Prada 2”, con Meryl Streep e Anne Hathaway. È iniziata un’avventura che appena il film è uscito (29 aprile) è diventata un lungo pezzo d’agenzia.
prova costume
“Il ruolo da interpretare -si legge nel resoconto- è quello di ‘guest’, ossia ospite alla sfilata di ‘Runway’, la rivista immaginaria diretta dalla temutissima Miranda Priestley (Streep). Dopo l’ok a partecipare il messaggio che arriva è secco: ‘Presentati il giorno dopo per la prova costume e porta tre cambi che rispettino questo mood board che trovi in allegato. No rosso, no bianco e no blu’… Si gira il 9 e 10 ottobre… Il compenso è di 94 euro netti a giornata, più gli extra se si va oltre le 10 ore. Il contratto, lungo 18 pagine, impone silenzio assoluto, telefoni spenti e chiusi in un sacchetto di plastica sigillato. Ogni violazione può costare l’espulsione immediata. Alle comparse viene raccomandato di ‘portare canotte, magliette e calze termiche da indossare sotto’, perché ‘la scena sarà all’aperto’ e ‘si girerà oltre la mezzanotte’”…
bastone dorato
Le comparse vengono accompagnate a piedi a Palazzo Citterio, a due passi dalla Pinacoteca. L’edificio viene subito ribattezzato ‘il bunker’: nella parte interrata: pareti grigie, niente luce naturale, solo lampade fredde, file di tavoli e sedie su cui attendere ore intere: “‘Sembra Squid Game’ commenta qualcuno. Restiamo lì dalle 14 alle 22… Verso le 22, finalmente, veniamo portati nel cortile della Pinacoteca… È in quell’istante che capiamo che la ‘star internazionale’ annunciata nel messaggio segreto non era un bluff. E infatti, eccola arrivare: Lady Gaga, in abito di maglia metallica dorato, platform di vinile vertiginose e bastone dorato in mano. La popstar interpreta ‘Shape of a Woman’, brano inedito – senza musica, solo mimando le parole – mentre intorno a lei sfilano modelle con abiti firmati Prada, Dolce&Gabbana, Pucci, Roberto Cavalli e altri grandi nomi italiani. Poco dopo arriva anche Stanley Tucci, di nuovo nei panni del fidato caporedattore di ‘Runway’ e braccio destro di Miranda, Nigel, per un discorso dedicato a Milano ‘capitale morale d’Italia’. Sul set c’è chi giura di aver avvistato anche il sindaco, Giuseppe Sala”.
notte fonda
Il secondo giorno inizia con una promessa: “Oggi vi divertirete”. “Le riprese, però, partono presto e si protraggono fino a notte fonda. Intorno alle 17, veniamo nuovamente portati sul set per girare le scene dell’arrivo degli ospiti alla sfilata… Lady Gaga torna in scena, questa volta in un abito nero con corpetto strutturato, spalline pronunciate, gonna in rete e una maschera tempestata da cristalli Swarovski… L’outfit, scopriremo qualche ora dopo, è un Versace indossato dalla cantante ai Grammy del 2012. Lei canta magnificamente a cappella, senza musica e sembra irreale quello a chi stiamo partecipando”.
C’è chi trattiene la pipì per paura di restare fuori dall’inquadratura, chi cerca conforto in un bicchiere di tè caldo, chi non riesce a staccare gli occhi dalla star. “Cercate di muovervi a ritmo, non restate imbambolati sulla sedia”, urlano dalla regia. In prima fila, un ragazzo scoppia in lacrime mentre Gaga si muove davanti a lui: “Mi bullizzavano perché la amo”, racconta… “In lontananza appare anche Meryl Streep, come una visione, vestita di bianco. Le riprese si concludono a tarda notte. Il regista ringrazia uno per uno comparse e modelle infreddolite. Gli applausi esplodono, le luci si spengono. E la sensazione è quella di aver vissuto un piccolo pezzo di cinema”…
un solo istante
“Sembra finita lì. E invece no. Qualche giorno dopo veniamo ricontattati. Un nuovo messaggio: serve disponibilità totale, dalle 10 alle 23. Si gira a Villa Arconati, alle porte di Milano… L’indomani si gira una scena chiave: l’afterparty con i protagonisti… Il set, questa volta, assomiglia più a una festa tra amici che a una produzione blindata, e la giornata scorre via rafforzando le amicizie nate nei primi giorni di set. Sono tre giorni intensi ma per i figuranti l’esperienza è memorabile: prima di salutarci ci promettiamo di ritrovarci al cinema, per scoprire se, anche solo per un istante, in un fotogramma fugace, uno di noi sarà finito sullo schermo”.
(nella foto, la locandina del film e Federica Mochi)





