E’ nata una Rete delle giornaliste e dei giornalisti per la Costituzione”. Le adesioni sono già 250, e crescono. Il primo incontro è avvenuto mercoledì 18 marzo nella sede di Libera di Roma, in via Stamira 5.

“La libertà di stampa è un bene costituzionale primario su cui poggia la democrazia.  E sempre più vediamo che in Italia c’è un gigantesco problema di libertà di informazione”. Comincia così il manifesto della nuova Rete.

Viene poi esaminata la situazione generale dell’informazione in Italia: la posizione del Paese nel ranking internazionale in discesa al 49esimo posto, il più basso in Europa occidentale; molti spazi di informazione dei principali network, Rai e Mediaset, sotto influsso diretto di Palazzo Chigi; numerose testate quotidiane in mano a politici dell’area di governo; il diritto di cronaca sempre più limitato per legge; le querele temerarie bavaglio in aumento, usate dalla politica per intimidire e limitare il giornalismo di inchiesta; la mancata tutela delle fonti e giornalisti spiati con Paragon, senza che nessuno da un anno dica da chi e perché; le regole europee disattese, dal Media Freedom Act alla direttiva anti-Slapps; una Authority chiamata a vigilare sul sistema, da ripensare per garantirne un’effettiva indipendenza.

E un grave problema di sicurezza: 516 reporter minacciati -record europeo- 270 sotto tutela e 29 sotto scorta. Con un aumento delle minacce del 78% nel 2025. E ancora: la crescita di precari e autonomi sottopagati.

“Mai come ora -si legge ancora nel testo- il sistema dell’editoria italiana appare fragile: dismissione dei grandi gruppi, proprietari corsari, concentrazioni e riduzione del pluralismo, leggi di sistema inadeguate, costante espulsione di giornalisti dalle redazioni,  impoverimento che colpisce soprattutto i giovani e le donne. E’ un attacco senza precedenti al ruolo dell’informazione: l’assalto alla sua autonomia e indipendenza. Per questo è importante chiamare i giornalismi, ovunque e comunque si svolgano, alla costruzione di una rete che sappia contrastare il tentativo di delegittimare e marginalizzare ruolo e funzione dell’informazione libera per metterla solo al servizio della cittadinanza”.

La battaglia delle Rete “si intreccia sempre più con quella di chi lotta per la difesa della scuola, della giustizia, dell’università e della cultura, mondi a cui dare e da cui trarre forza, uniti nel segno della difesa della Costituzione repubblicana antifascista. La difesa della professione giornalistica oggi passa anche dalla capacità di tessere alleanze con tutti i soggetti in campo per il rispetto e la difesa della Costituzione, della democrazia, delle libertà e del diritto internazionale; passa dalla rivitalizzazione del tessuto delle redazioni e dei luoghi del nostro agire professionale e sindacale e dalla capacità di confliggere con chi esercita il potere per ottenere le tutele e le garanzie che sono alla base della libertà di informazione oltre che dell’indipendenza del servizio pubblico”.

Ecco alcuni nomi dei firmatari:

Ida Baldi, Matteo Bartocci, Carlo Bartoli, Marino Bisso, Paolo Borrometi, Serena Bortone, Alessia Candito, Angela Caponnetto, Fulvia Caprara, Valerio Cataldi, Gegia Celotti, Marina Cosi, Riccardo Cristiano, Riccardo Cucchi, Beatrice Curci, Zita Dazzi, Marina De Ghantuz Cubbe, Maria Novella De Luca, Veronica De Riu, Graziella Di Mambro, Vittorio Di Trapani, Guido D’Ubaldo, Gabriele Dossena, Romana Fabrizi, Nadia Ferrigo, Chiara Avesani, Angelo Baiguini, Maurizio Bekar, Silvia Garambois, Chiara Geloni, Rinaldo Gianola, Beppe Giulietti, Andrea Greco, Rossella Guadagnini, Paolo Iannaccone, Silvia Inghirami, Roberta Lisi, Natalia Lombardo, Sara Lucaroni, Ivano Maiorella, Alessandra Mancuso, Massimo Marciano, Elisa Marincola, Daniele Mastrogiacomo, Roberto Mastroianni, Rita Mattei, Loris Mazzetti, Anna Meli, Azzurra Meringolo, Gianni Montesano, Annachiara Mottola di Amato, Antonella Napoli, Enzo Nucci, Raffaele Oriani, Maurizio Paglialunga, Renato Parascandalo, Rino Pellino, Nico Piro, Oreste Pivetta, Giulia Presutti, Matteo Pucciarelli, Vittorio Ragone, Paola Rizzi, Lavinia Rivara, Antonio Roccuzzo, Andrea Rustichelli, Gaetano Savatteri, Francesca Savino, Barbara Scaramucci, Nello Scavo, Barbara Schiavulli, Roberto Secci, Giuliana Sgrena, Gianmarco Sicuro, Monica Soldano, Ilaria Sotis, Paola Spadari, Salvatore Speranza, Lorenzo Tosa, Andrea Vianello, Lucia Visca, Vincenzo Vita, Giorgio Zanchini, Maria Zegarelli, Alessandra Ziniti.

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