Si è concluso con un patteggiamento il procedimento per truffa all’Inps sui prepensionamenti che aveva interessato il gruppo Gedi all’epoca della gestione Cir (De Benedetti).

Il giudice ha accolto la proposta di patteggiamento di 16 persone fisiche (tra cui Monica Mondardini, all’epoca Amministratore delegato di Gedi, e Roberto Moro, ex Responsabile del personale) e 5 società del gruppo. Il giudice ha anche assolto 2 imputati e ha sospeso il procedimento con Messa alla prova per altre 7 persone fisiche.

disposto il risarcimento

Al netto delle somme confiscate e al pagamento delle sanzioni, il giudice ha disposto la restituzione al Gruppo Gedi di 19,2 milioni di euro che erano stati precedentemente sequestrati.

L’accusa riguardava circa 80 prepensionamenti concessi illecitamente. Alla fine la Procura di Roma ha disposto come risarcimento in favore dell’Inps la somma complessiva di 16 milioni 107.539 euro. 

 

Due anni fa il gip Andrea Fanelli del Tribunale di Roma aveva rigettato l’istanza di patteggiamento di alcuni imputati, tra cui Mondardini e Moro, proposta che era stata approvata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dalla pm Claudia Terracina. L’inchiesta era quella sui prepensionamenti truccati del gruppo Gedi: i requisiti venivano raggiunti in vari modi, modificando i libretti di lavoro, o demansionando i dirigenti, o spostando i dipendenti da un’azienda all’altra. Fanelli aveva ritenuto che l’offerta di Mondardini e Moro e delle cinque società (Gedi Gruppo editoriale Spa, Gedi news network Spa, Gedi printing Spa, A. Manzoni & C. Spa ed Elemedia Spa) che si sono offerte di patteggiare fossero davvero troppo morbide.

offerte morbide

Per il giudice “le loro condotte avevano consentito agli enti del gruppo Gedi di conseguire un consistente profitto e, soprattutto, avevano cagionato all’Inps un danno di entità assai rilevante“. Inoltre, sempre per Fanelli, “gli stessi avevano rivestito un ruolo di primo piano nell’ambito della realizzazione della complessa truffa ordita in danno dell’Inps“. Il 13 ottobre scorso il giudice del dibattimento, Giulia Cortoni, non ha ritenuto di fare propria la linea del collega e ha considerato le attenuanti generiche equivalenti per i due imputati vip e prevalenti per la maggior parte degli altri ex dipendenti del gruppo che hanno patteggiato.

All’epoca l’ingiusto profitto ottenuto da Gedi, gruppo editoriale che aveva evitato di pagare contributi previdenziali e stipendi, era stato valutato in circa 38,9 milioni. Per questo nel dicembre del 2021, dopo tre anni di indagini, era stato deciso un sequestro preventivo di pari importo. A ottobre il giudice Contorni ha disposto la restituzione di 19,2 milioni al gruppo editoriale, dopo avere ordinato “la confisca e la devoluzione all’erario” della somma di ulteriori 3,5 milioni.

Il processo prosegue con rito ordinario per una sessantina di ex dipendenti.

(nella foto, Monica Mondardini)

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