Che qualcosa non tornasse nella Top Manager Reputation, la graduatoria che prende in esame l’identità digitale dei capiazienda calcolandone l’impatto reputazionale, pubblicata ogni mese sul Corriere Economia, lo aveva notato ad aprile Professione Reporter: nonostante un ottimo esercizio 2023 per il Gruppo Rcs, con un  risultato netto di 57 milioni, in aumento dai 50,1 rispetto al 2022, il Presidente Urbano Cairo era sceso al 13° posto della graduatoria. Peggio di lui – fra i top 15- solo De Meo di Renault e Labriola di Tim. 

E’ vero che la classifica comprende 180 posizioni, ma 13° sui 15 visibili nella classifica era pochino, anche approfondendo il modello di calcolo, basato su oltre 100 parametri. Alla discesa di Cairo, di due posizioni, corrispondeva, ad aprile, un salto di sette di Miuccia Prada “grazie ai numerosi articoli sulla sua vision e i suoi successi”. Articoli pubblicati, magari, proprio sul Corriere di Cairo?

La classifica di Top Manager Reputation non è farina del sacco del Corriere, ma un prodotto esterno, curato da Andrea Barchiesi, che si definisce “ingegnere elettronico prestato al marketing e alla comunicazione, esperto della reputazione digitale e web intelligence”. E proprio l’intelligence lo ha indotto a cambiare i principali driver di posizionamento della graduatoria. Grazie a leadership (43%) ed Esg (32%) il Ceo di Intesa Sanpaolo è tornato in vetta, sopra a Claudio Descalzi (Eni). E Urbano Cairo è risalito di due posizioni, tornando così all’11° posto. Sopra a Miuccia Prada e ad Alessandro Benetton.

(lavipera)

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