Da Alleanza nazionale (giovanissimo) al Pd, al Gruppo misto. Da Direttore dell’Espresso di Caracciolo e Condirettore di Mario Calabresi a la Repubblica, a Direttore del Tempo del senatore della Lega Antonio Angelucci. Una vita sull’otto volante, quella di Tommaso Cerno, brillante e irrequieto giornalista di tutto l’arco costituzionale, che dal 1° marzo sarà al comando del quotidiano di piazza Colonna a Roma, storica testata di destra dai tempi di Renato Angiolillo, di Gianni Letta, dei proprietari Monti, Pesenti, Caltagirone, Bonifaci. 

Cerno è nato a Udine, compirà 50 anni l’anno prossimo. E’ stato dirigente nazionale dell’Arcigay.

pasolini e fabris

L’inizio della carriera, anno 1995, è segnata dalla candidatura senza successo, alle elezioni comunali di Udine con Alleanza Nazionale. Nel suo programma c’era l’intitolazione del teatro della città a Pier Paolo Pasolini. Poco dopo diventa assistente del vicesindaco di Udine Andrea Montich, del Pds. Durante il governo Amato II, lavora come addetto stampa del sottosegretario Mauro Fabris, vicino al centrista Clemente Mastella.

Dal 2004 inizia la carriera da giornalista. Lavora al Messaggero Veneto fino al 2009, quando si trasferisce al settimanale L’Espresso, dove pubblica inchieste su diritti civili e discriminazioni. Nell’ottobre 2014 torna, come Direttore, al Messaggero Veneto. Nel 2016 viene nominato Direttore dell’Espresso. Nel 2017 diventa Condirettore della Repubblica. Solo tre mesi più tardi si mette in aspettativa dal quotidiano, da cui poi si dimette, per candidarsi nel Pd alle elezioni del marzo 2018: viene eletto senatore. 

legge per l’eutanasia

Presenta con Gianni Pittella il disegno di legge che obbliga il medico e i sanitari a praticare l’eutanasia in presenza di una generica manifestazione di volontà da parte del paziente.

Nel 2020 lascia il Pd, sta per aderire alla nuova formazione di Matteo Renzi, Italia Viva, ma decide poi di iscriversi al Gruppo misto. Nel 2021, dopo aver annunciato il suo voto a favore della fiducia al governo Conte II (Pd-5Stelle), rientra nel Pd. 

Nel 2022, finito il mandato parlamentare, diventa Direttore del quotidiano L’identità. Da opinionista è ospite sulle tutte le reti tv. Alla fine dello stesso anno si unisce civilmente con Stefano Balloch, politico di  Fratelli d’Italia, ex sindaco di Cividale del Friuli. 

voce di roma

Su Instagram, dicendosi onorato del nuovo incarico al Tempo, ha annunciato tante novità, “perchè la voce di Roma deve squillare forte su questo Paese”.

Nell’editoriale di addio sul sito del giornale, il Direttore uscente Davide Vecchi ha scritto: “Dopo due anni esatti lascio Piazza Colonna. Questo giornale è una comunità, con valori e principi saldi nella tradizione e nella storia del nostro Paese, della nostra Patria. Siamo semplicemente fedeli a determinati principi per noi insindacabili. Per dire, la vicenda manganelli. È sbagliato alzarli contro studenti minorenni, ma è ben più grave che studenti minorenni si permettano di sfidare le forze dell’ordine e i confini stabiliti dalle regole del vivere civile rappresentati da quelle forze dell’ordine. Siamo sempre a Valle Giulia vista da Pasolini. In questi due anni mi hanno bollato in ogni modo. Senza sapere fossero tutti complimenti. Perché ho condiviso le politiche del governo Meloni e ho sempre usato il buon senso. Quando ho difeso Andrea Giambruno, convinto (e lo sono ancora) che nulla abbia fatto di male da meritarsi tanta acredine e accanimento mediatico: c’è ben altro di cui occuparsi. Quando ho preso le parti del ministro Francesco Lollobrigida, scendere da un treno per rispettare gli impegni istituzionali con una comunità (quella di Caivano) per decenni dimenticata e abbandonata dallo Stato è un dovere, non un demerito. O quando ho condiviso le scelte di Matteo Salvini, per ultima quella di fare visita a Denis Verdini: comportamenti da uomo che rispetta le persone”. 

Nuovo Direttore all’Identità sarà Adolfo Spezzaferro, ora Caporedattore.

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