Chiuse tutte le Redazioni provinciali de La Gazzetta del Mezzogiorno, oltre 70 fra giornalisti e poligrafici in cassa integrazione fino a dicembre 2024: comincia con i tagli il nuovo anno per il quotidiano pugliese, che accentra a Bari la propria attività, cancellando del tutto la presenza in Basilicata, l’altra regione dove è il giornale più diffuso. 

L’accordo sottoscritto al ministero del Lavoro fra la Fnsi, le Assostampa di Puglia e di Basilicata, il Cdr e la proprietà Edime  consente di bloccare, per 12 mesi, i licenziamenti, ma non fa chiarezza sul “dopo 2024” e tanto meno sulla possibilità di recuperare dalla Cig a zero ore altri giornalisti delle Redazioni distaccate, in aggiunta ai pochi già trasferiti a Bari, meno di uno per Redazione (da Lecce e da Potenza, ad esempio, non è stato richiamato nessuno nella sede centrale). Da lunedì 8 gennaio La Gazzetta è in edicola con un’edizione unica, con pezzi e notizie da tutte le province di Puglia e Basilicata e, visto l’azzeramento delle Redazioni, per forza di cose sarà ridotta anche la foliazione.

raccolta pubblicitaria

In una nota diffusa dal sindacato dei giornalisti si precisa che l’accordo interessa 46 giornalisti (di cui 10 articoli 1, 22 articoli 36 e 11 tra articoli 2 e 12) occupati nelle sedi di Bari, Potenza, Taranto, Lecce, Andria e Foggia, 4 dei quali potranno essere prepensionati. “La Fnsi – si legge nel comunicato – esprime soddisfazione per avere evitato i licenziamenti, anche se resta il timore per il futuro della Gazzetta del Mezzogiorno: la proprietà ha infatti deciso di chiudere tutte le redazioni provinciali, accentrando i giornalisti a Bari, eliminando la propria presenza in Basilicata (nonostante sia stato chiesto di mantenere un presidio a Potenza) e mandando in edicola un’unica edizione, limitando quindi l’offerta informativa nelle due regioni. Tradotto: si taglia, non si investe per cercare un rilancio e non si ha chiarezza di cosa succederà tra un anno al termine del piano di crisi. Un piano cui Fnsi e Associazioni di stampa guardano con preoccupazione per le pesanti ricadute che si potrebbero avere sulla diffusione e sulla raccolta pubblicitaria, mettendo così a rischio la tenuta futura di tutto il giornale ed eliminando la copertura dell’informazione in due regioni del Sud Italia”.

obiettivo recuperi

Il confronto riprenderà nelle prossime settimane, questa volta tra le due Associazioni della Stampa regionali e la proprietà con le task force della Regione Puglia e della Regione Basilicata: “L’obiettivo – aggiunge il sindacato – è recuperare a tempo pieno parte dei colleghi ora posti in cassa integrazione a zero ore, anche alla luce degli impegni assunti dall’azienda e dalla direzione del giornale. In quell’occasione sarà ribadita la necessità di recuperare professionalità ora a zero ore tramite la rotazione della cig e di proseguire nel recupero tramite novazione contrattuale degli articoli 36. Il tutto anche considerati i contributi pubblici previsti dal Dipartimento per l’Editoria di Palazzo Chigi di cui Edime beneficerà nel 2024”. 

L’ennesima crisi comincia nell’ottobre scorso: domenica 29 ottobre il giornale non è in edicola per lo sciopero deciso dall’assemblea di Redazione contro l’avvio da parte dell’Edime della procedura ex legge 223/91, con la dichiarazione di esuberi di giornalisti delle redazioni decentrate e di poligrafici relativa a più della metà dei 110 dipendenti complessivi. Travagliati anche gli anni precedenti: il primo agosto 2021 il giornale aveva chiuso, ponendo fine alla gestione della società Ledi, che nel novembre 2020 si era aggiudicata il bando per l’affitto temporaneo del ramo d’azienda dell’Edisud, dichiarata fallita a giugno 2020. La Ledi rinunciava a prorogare il fitto, ma La Gazzetta sarebbe tornata in edicola nel febbraio 2022, con la gestione dell’Edime, che aveva acquistato la testata dal Tribunale fallimentare, impegnandosi a mantenere i livelli occupazionali per due anni, fino a dicembre 2023.

LASCIA UN COMMENTO