Nella triste parabola di Metro, primo quotidiano gratuito in Italia, nato quasi 24 anni fa, è fondamentale la storia degli Speciali di Metro: Metro stadio, Metro Beach, Metro Summer, Metro Diario. Erano realizzati da poche persone interne alla redazione, con alcuni collaboratori esterni, e avevano un’ottima raccolta pubblicitaria. Erano in attivo anche quando il giornale perdeva. Nell’estate 2016 il proprietario Mario Farina li scorpora dalla società di Metro e li cede come ramo d’azienda. Farina ha poi venduto Metro nel 2020 senza gli Speciali. A fine dicembre 2023 la concessionaria di pubblicità Manzoni abbandona Metro, ma non abbandonerà gli Speciali Metro, che sono venduti comunque con il marchio Metro. Inoltre, c’è stata l’operazione di chiudere il giornale durante la pandemia, per poi venderlo a Salvatore Puzzo. La redazione da tre anni resiste strenuamente, pur con stipendi sempre più ridotti. Ma prima o poi gli ultimi redattori saranno fatti fuori e i “nuovi” proprietari degli speciali balleranno sui nostri corpi, continuando a fare gli speciali di Metro, prendendo anche la pubblicità del giornale (circa 300 mila euro di fatturato l’anno).

orietta.cicchinelli@metronews.it

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