E’ dedicato alla “Maternità migrante” il numero di fine anno di Donne Chiesa Mondo, mensile dell’osservatore Romano, coordinato da Rita Pinci. La foto di Fati e di Marie riverse sulla sabbia, prive di vita ha fatto il giro del mondo. Madre e figlia morte di sete e di stenti nel deserto fra Tunisia e Libia. A Fati la scrittrice e poetessa Maria Grazia Calandrone dedica qui una poesia. Le madri migranti affrontano mare e deserto, persecuzioni e campi di detenzione, fame e sete, spinte dalla volontà di dare ai propri figli una vita migliore. Le donne emigrate sono diventate più degli uomini. 

È “maternità migrante” quella delle madri abbandonate dai figli, che inseguono un futuro migliore. Hanno cercato una risposta a questa dolorosa solitudine le donne che si sono organizzate in Terre pour tous, associazione dei familiari dei tunisini scomparsi nel Mediterraneo. Fra queste Leyla Akik, madre di Youseff che cercava di raggiungere l’Italia. Leyla non ha notizie del figlio da oltre tre anni.

È “maternità migrante” anche quella delle donne che nei loro Paesi si trovano a fare da madri ai figli di quelle che sono partite. Ancora “maternità migrante” è quella di coloro che lasciano i propri figli e partono proprio per garantire loro un avvenire migliore. A volte i figli li perdono perché gli scivolano dalle braccia cadendo in mare.  E che cosa avviene delle madri quando con i figli o senza di essi arrivano in un paese straniero? Riescono a realizzare qualcuna delle aspirazioni per cui hanno affrontato pericoli e dolori? Purtroppo le risposte a queste domande non sono consolanti. 

Su Donne Chiesa Mondo di dicembre articoli di Nello Scavo, Nadia Terranova, Gloria Satta, Marinella Perroni, Antonella Cilento. Vittoria Prisciandaro, Vito D’Ettorre, Anna Staropoli, Giuseppe Carrieri, Maria Giuseppina Buonanno, Sharhzad Houshmand Zadeh, Amy-Jill Levine, Valeria Pendenza. 

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