“Il nostro contratto ha bisogno di essere rinnovato”. Il contratto dei giornalisti è scaduto da sette anni, il 31 marzo 2016, ma poco in questi sette anni se n’è parlato. Ora lo fa, con nettezza, la segretaria generale della Federazione della Stampa, Alessandra Costante, rivolgendosi all’altra parte del contratto, la Federazione degli Editori. I motivi sono molto chiari. Economici e tecnici: il contratto 2013-2016 non poteva tener conto dell’Intelligenza artificiale.

Costante chiede un tavolo con gli editori “sia perché dobbiamo recuperare l’inflazione, sia perché i giornalisti hanno diritto a recuperare tempi di vita, ma anche perché nel nostro contratto non c’è il futuro: mancano temi come, ad esempio, l’intelligenza artificiale. Abbiamo chiesto agli editori di sedersi al tavolo più e più volte, e più e più volte sono scappati”. E c’è un attacco alla strategia degli editori basata sui prepensionamenti senza fine.

difficoltà economiche

Costante, ha parlato a Bari, a margine dell’assemblea dell’Assostampa Puglia, venerdì 29 settembre 2023.

Consapevole delle difficoltà di rinnovare un contratto nazionale di lavoro in un momento di contrazione economica come questo, Costante ha insistito sulla necessità del confronto: «Dobbiamo dare delle regole all’intelligenza artificiale che potrebbe in futuro farci perdere molti posti di lavoro».

Fra le rivendicazioni, il contrasto al precariato e la tenuta dei livelli occupazionali. “L’intenzione degli editori è far uscire attraverso i prepensionamenti i colleghi che guadagnano bene e hanno più garanzie e sostituirli con i rider dell’informazione -ha rilevato la segretaria Fnsi- I prepensionamenti sono stati finanziati con 20 milioni. Appena è stato approvato il finanziamento, nell’assestamento di bilancio le aziende hanno iniziato a presentare piani di crisi. La crisi è vera: dal 2011 al 2016 le aziende hanno perso il 20 per cento di ricavi sull’editoria e adesso siamo al 60 per cento. Passiamo da 4 milioni di copie vendute nel 2013 a meno di un milione di oggi. Non è una finta crisi. Dopo 15 anni di web, però, leggere piani di crisi con su scritto ‘dobbiamo fare un piano di crisi e prepensionamenti per completare la transizione digitale del giornale’ fa sorridere”.

salario minimo

Altro tema affrontato dalla segretaria, quello del salario minimo: “Non parteciperemo alla manifestazione del 7 ottobre della Cgil perché pur condividendo tutti i punti della piattaforma, la legge sul salario minimo esclude a priori i giornalisti, i collaboratori, esclude che il salario minimo possa essere applicato alle professioni intellettuali con albo ordinistico, quindi siamo solo noi”.

Per Costante si tratta di “una legge scritta male e ancora una volta le forze politiche, tutte, in questo caso quelle del centrosinistra, hanno scelto di ignorare i giornalisti, anzi hanno scelto di cancellarli dalla legge. Non vorrei che dietro questa cosa ci fosse il pressing degli editori: una specie di patto sulla pelle dei giornalisti per avere visibilità”.

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