Il Sole 24 Ore ha comunicato l’intenzione di spostare 7 giornalisti di Radio24 all’agenzia Radiocor, che oggi ne conta 43. Tutte le testate sono di proprietà di Confindustria. Con molta probabilità si tratta di una soluzione per ottenere una maggiorazione dei fondi pubblici per l’editoria. A breve dovrebbe arrivare il decreto attuativo del Fondo per l’editoria che per quest’anno prevede stanziamenti per 140 milioni di euro. Sovvenzioni importanti andranno alle agenzie di stampa, specialmente se con organico di almeno 50 dipendenti. Lo ha spiegato lo scorso 4 luglio, in un’intervista a Il Sole 24 Ore, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini. “Abbiamo voluto modificare proprio la filosofia di fondo dell’intervento pubblico. Per i sostegni si seguivano criteri del 2017. Poi sempre prorogati. Un comitato presieduto da Sabino Cassese ci ha aiutato in questo lavoro per andare verso un vero sostegno all’informazione primaria. Abbiamo, quindi, previsto un elenco di rilevanza nazionale: si devono avere almeno 50 giornalisti articolo 1 a tempo indeterminato. E abbiamo individuato anche parametri incentivanti: assunzione di giornalisti fino a 35 anni di età, investimenti in tecnologie, collaborazioni con agenzie estere”, ha affermato Barachini. 

sussidio maggiorato

Spostando giornalisti da Radio24 e Radiocor -ha scritto Il Fatto Quotidiano, l’agenzia del Sole potrebbe quindi raggiungere la soglia necessaria in tempo per far scattare la maggiorazione del sussidio da 1,5 a 2,5 milioni di euro per tre anni. 

Nel comunicato diffuso dai giornalisti di Radio24, si legge che “l’assemblea dei giornalisti di Radio24 respinge con forza l’ipotesi presentata dall’Azienda di trasferire presso altra realtà editoriale del Gruppo24 Ore sette colleghi attualmente in organico presso la redazione di Gr24. Una riduzione pari al 20% dell’attuale componente giornalistica e al 30% dell’organico del giornale radio. Un’ipotesi, giustificata dall’azienda dalla necessità di ridurre i costi, ma presentata in modo estemporaneo, senza la contemporanea indicazione di percorsi di sviluppo, crescita, ed eventuali modelli complementari a quelli che hanno fatto di Radio24 un marchio d’eccellenza nel panorama radiofonico italiano. La comunicazione arriva dunque senza un progetto di effettiva valorizzazione delle professionalità coinvolte, in coincidenza con l’atteso via libera al Fondo Straordinario per gli interventi di Sostegno all’editoria 2023 e ai nuovi criteri per le agenzie stampa. L’Assemblea ha proclamato all’unanimità lo stato di agitazione, ripromettendosi ulteriori iniziative di protesta”. 

progetto editoriale

La Rsu, che rappresenta i dipendenti della radio non inquadrati con contratto giornalistico, esprime solidarietà ai colleghi e in un comunicato sottolinea: “Preoccupa la contestuale mancata comunicazione da parte dell’Azienda di un progetto editoriale che salvaguardi il prodotto, in particolare il giornale radio che – assieme ai programmi – fornisce quotidianamente agli ascoltatori informazione e contenuti di qualità che da anni contraddistinguono la nostra radio”.

A sostegno dei giornalisti dell’emittente prendono posizione anche il Comitato di redazione del quotidiano e quello dell’agenzia Radiocor. “La redazione tutta e il cdr del Sole 24 Ore condividono la protesta delle colleghe e dei colleghi di Radio 24. Le loro ragioni sono le nostre ragioni: il trasferimento forzoso di sette giornalisti ad altra testata, prefigurato dall’azienda con l’assenso della direzione, oltre che una forzatura, appare evidentemente strumentale e condurrà all’impoverimento della spiccata fisionomia giornalistica che, sin dalle origini, ha caratterizzato Radio 24. Appare oltretutto paradossale dopo che il 2022 ha rappresentato il miglior anno di Radio 24 quanto a risultati economici”. 

“secondo anno migliore”

La redazione e il Cdr di Radiocor Plus “esprimono solidarietà ai colleghi di Radio 24 alla luce delle comunicazioni arrivate dall’azienda per una ristrutturazione pesante e a sorpresa che arriva al termine di un ulteriore periodo di sacrifici per tutti i dipendenti. Invitano inoltre l’azienda a un confronto con tutte le realtà redazionali per discutere eventuali soluzioni in modo non traumatico e costruttivo per una testata centrale per il gruppo come Radio24 e per i colleghi che lavorano con grande impegno e professionalità”.

Il 2022 era stato festeggiato come “il secondo anno migliore di sempre” per la raccolta pubblicitaria. Il 2022 si era chiuso con ricavi in crescita e l’amministratrice delegata Mirja Cartia d’Asero aveva celebrato il ritorno all’utile. “Abbiamo riportato il gruppo in utile dopo 14 anni, al netto di partite non ricorrenti, con un miglioramento di 2,1 milioni di euro rispetto al 2021, grazie alla valorizzazione del nostro brand su un percorso di innovazione e sostenibilità”, aveva affermato lo scorso 23 marzo. 

(nella foto, Mirja Carta D’Asero, amministratrice delegata del Sole 24 Ore)

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