Parole forti, a la Repubblica, fra il Comitato di redazione e il vicedirettore Carlo Bonini. La conclusione è che l’organismo sindacale dichiara di non volersi più incontrare con Bonini, che aveva accusato i colleghi sindacalisti di “affermazioni false e fuorvianti”.

Il primo atto della vicenda è un incontro, il 14 dicembre, del Cdr con i vicedirettori Bonini (che coordina l’edizione online)  e Bei (che coordina l’edizione cartacea) sul piano di riorganizzazione del giornale. Riferendo alla redazione l’esito del meeting, il Cdr comunica che Bonini ha detto: la concorrenza con il Corriere non è più all’ordine del giorno perché troppo grande la differenza di copie con il rivale.

forza e strumenti

Bonini scrive una mail a tutti i colleghi: “Con Francesco Bei, abbiamo appena letto la sconcertante affermazione secondo cui avremmo annunciato nel corso di un colloquio durato due ore e mezza che ‘Repubblica non proverà neanche più a fare concorrenza al Corriere, non avendone più né gli strumenti, né la forza’. E’ una chiosa falsa nella sostanza e gravemente fuorviante. Non solo perché non corrisponde al senso della discussione avuta con il Cdr, ma perché contraria allo spirito del nuovo piano di rilancio e trasformazione del giornale sulle sue diverse piattaforme. Come spiegato a tutti i settori in queste settimane e come ribadito oggi al Cdr, l’obiettivo è quello di vincere la partita con il Corriere su entrambe le piattaforme. E farlo seguendo una strada nuova imposta da un nuovo scenario. Una strada che non sarà quella del Corriere, il nostro concorrente”.

meno 17 per cento

Il Cdr replica: “Il vicedirettore Carlo Bonini garantisce che non è vero che Repubblica non proverà a fare concorrenza al Corriere della Sera. A pochi giorni dai nuovi dati di diffusione che hanno fatto segnare un -17 per cento per Repubblica contro il +5 del Corriere e nel giorno in cui in via Solferino festeggiano i 500 mila abbonamenti digitali, si può dire intanto che questo è già un dato di realtà. Di sicuro, tutto ciò non si può attribuire a una redazione che in questi anni ha subito riduzioni di perimetro, prepensionamenti e con la solidarietà ha contribuito di suo a mantenere i conti in sicurezza. E garantendo, al contrario, tutto il proprio impegno per rispondere all’aumento dei carichi di lavoro e la qualità richiesta per tutte le nuove iniziative editoriali”.

Il Cdr nota che “per la seconda volta consecutiva in riunioni ufficiali vengono comunicate informazioni e/o considerazioni per poi essere smentite a stretto giro una volta che in piena trasparenza il Cdr le comunica a tutte le giornaliste i giornalisti (come è stato per la nomina fatta e rimangiata di un collega a capo della factory); rispondiamo che non siamo più disposti a dialogare con questo metodo. Attendiamo perciò dalla direzione il piano definitivo di riorganizzazione messo nero e su bianco. Poi, a stretto giro, lo presenteremo all’assemblea, che farà le proprie valutazioni del caso, esprimendosi con un voto”.

(nella foto, Carlo Bonini)

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