Romina Marceca, cronista della Cronaca di Roma di Repubblica, è stata minacciata e intimidita. Stava lavorando nel quartiere Bravetta dove, nell’incendio di una villa, madre e figlio hanno perso la vita.

Questo è il suo racconto, riportato dall’Associazione Stampa Romana: “Ho subito un’umiliazione che in modo ingiustificato. Mi ero presentata alla famiglia come giornalista, come faccio sempre. La sorella della vittima mi ha anche fornito tutte le informazioni, abbiamo parlato con calma e commozione di quanto è accaduto. Quando sono uscita dal residence, ho salutato un giovane, un amico di una delle due vittime. Questo signore mi ha chiamata ‘sciacalla’ e ‘merda’. Poi mi ha aggiunto frasi offensive davanti alle persone presenti. Ho chiesto il perché di tanta aggressività. Lui mi ha urlato contro per spaventarmi, devo dire riuscendoci. Ero molto scossa. A quel punto gli ho detto che mi stava aggredendo su una pubblica via e senza alcun motivo e che, sentendomi minacciata, stavo per chiamare la polizia. Lui ha risposto: ‘Siamo venti contro una’. E un suo amico ha aggiunto: ‘Non ti do una pizza, perché non hai i baffi’. Poi si sono aggiunte altre persone, accerchiandomi, per mandarmi via. A quel punto è arrivata la polizia e ho deciso di denunciare questo signore per rispetto della categoria e in difesa di tutti i colleghi che svolgono onestamente il loro lavoro”.

Romina Marceca è palermitana e ha ricevuto la solidarietà di Assostampa Sicilia e del Gruppo cronisti siciliani.

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