Qualcuno a Repubblica ha avuto questa idea: per ogni data abbiniamo una notizia a un piatto. Venerdì 20 maggio è venuto fuori un abbinamento da brividi: Titolo: “Pasta co’ meli per celebrare le api”. Testo: “Il fatto di oggi a Roma: la mattina del 20 maggio 1999 Massimo D’Antona viene freddato in strada da due killer. Era un giurista e docente universitario, consulente del ministro del Lavoro Antonio Bassolino. L’omicidio è rivendicato dalle Br”. E poi: “Cosa serve per quattro persone? 200 g mandorle sgusciate (con la pellicina interna), 100 g mollica di pane raffermo macinata a grana grossa, 200 g miele di zagara, 320 g spaghetti, due cucchiaini di cannella, scorza di una arancia non trattata, sale qb. Cosa fare? Preparare il condimento pestando le mandorle in un mortaio senza polverizzarle. In una padella antiaderente tostare la mollica di pane e le briciole di mandorle girando di continuò con un cucchiaio di legno per evitare che brucino…”.

Dopo molte ore, quando lo screenshot ha cominciato a girare, la notizia sulla morte di D’Antona è stata tolta dal web. Con un messaggio su Twitter: “Il sommario dell’articolo che legava una ricetta all’anniversario dell’omicidio di Massimo D’Antona è frutto di un errore ed è stato rimosso”.

In realtà non si trattava proprio di un errore. Il 26 febbraio di quest’anno l’assassinio del premier svedese Olof palme, avvenuto il 28 febbraio 1986 è stato legato alla focaccia salentina, “tripudio di carne e formaggio sotto la leggenda di San Teodoro. Il 12 maggio il rotolo alle fragole e quelle lacrime versate da Venere vengono saldate alla morte della studentessa Giorgiana Masi (12 maggio 1977), durante una manifestazione indetta dal Partito Radicale contro il divieto di manifestare. Non è stato mai accertato in giudizio chi sparò il colpo contro la ragazza, che non aveva ancora compiuto 19 anni.

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