La redazione di Bari del Corriere del Mezzogiorno (Gruppo Rcs) protesta contro la decisione dell’editore di autorizzare l’abbinamento in edicola della Gazzetta delle Sport (gruppo Rcs) con un’altra pubblicazione locale.
“La decisione – spiegano i giornalisti – è sorprendente per molteplici ragioni. La prima attiene all’istruttoria che ha preceduto l’accordo: è cominciata, si è sviluppata ed è proseguita senza il coinvolgimento delle altre aziende del gruppo Rcs interessate alla vicenda, prima tra tutte quella che pubblica il Corriere del Mezzogiorno. È il tipico caso in cui la mano destra non sa cosa faccia la mano sinistra”.
In secondo luogo -prosegue l’assemblea- l’accordo nel quale è coinvolta la Gazzetta dello Sport, se mai venisse portato a termine, potrebbe nuocere gravemente al Corriere della Sera, e al Corriere del Mezzogiorno che vi è contenuto all’interno, in una logica perversa di cannibalismo aziendale. Invece che cooperare tra loro, aziende del medesimo gruppo si mettono in gioco per il successo di testate concorrenti. Ricordiamo bene come negli anni scorsi si sia decisa la soppressione delle articolazioni periferiche della concessionaria di pubblicità Rcs (compresa quella barese) e si sia affidata la ricerca e la cura degli inserzionisti locali ad una società che prestava il proprio servizio per altri soggetti di impresa, anche qui in singolare condivisione con testate concorrenti”.

I redattori di Bari hanno sollecitato un incontro con l’azienda e hanno proclamato lo stato di agitazione.
L’azienda ha replicato: “Le politiche aziendali sono sempre state definite e decise nell’interesse di tutto il gruppo Rcs, tenendo in considerazione tutte le aziende e le testate dello stesso. Decisioni che nel giro di pochi anni hanno contribuito a risanare il gruppo Rcs dandogli, pur in un momento molto complicato, una prospettiva futura e salvaguardando l’occupazione. Ci paiono ingenerose e fuori luogo le affermazioni contenute nel comunicato. Accogliamo comunque la richiesta di incontro”.

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