Dato numero uno: il voto online ha portato molti più giornalisti a prendere parte alle elezioni.

Dato numero due: solo una piccola parte dei giornalisti italiani partecipano alla scelta di chi guiderà l’Ordine professionale.

Domanda conseguente al secondo doto: la stragrande maggioranza dei giornalisti italiani pensa dunque che l’Ordine sia inutile e non valga la pena di mandare nel Consiglio nazionale o nei Consigli regionali questo o quel collega?

primo e secondo turno

Vediamo cosa è accaduto. Quest’anno nei mesi di ottobre e novembre si sono svolte le elezioni per rinnovare gli organi direttivi degli ordini nazionale e regionale. Si sono svolte con un anno esatto di ritardo, per via dell’emergenza Covid e si sono svolte per la prima volta in modalità mista, sia online sia in presenza. Al primo turno (nelle Regioni dove ha esercitato il diritto oltre il 50 per cento degli elettori) sono andati a votare 4.089 giornalisti, dei quali 1.739 professionisti e 2.350 pubblicisti. Al secondo turno (dove hanno votato le altre Regioni più hanno rivotato parte delle prime che non hanno eletto i candidati con oltre il 50 per cento dei voti) hanno esercitato il diritto 17.317 giornalisti (professionisti 7.869, pubblicisti 9.448).

I giornalisti iscritti all’Ordine sono 102.314. Professionisti 29.506, pubblicisti 72.728. Avevano però diritto al voto solo quelli che hanno aperto una casella pec, posta certificata e quindi 79.883 giornalisti, dei quali 25.168 professionisti e 54.715 pubblicisti. Quindi, se consideriamo tutti gli iscritti ha votato al primo turno il 4 per cento. Se consideriamo quelli con casella pec la percentuale diventa 5,11 per cento. Al secondo turno hanno votato, rispetto al totale degli iscritti, il 17 per cento. Se consideriamo quelli con casella pec si arriva al 22,22 per cento. Al ballottaggio finale fra i candidati che non avevano raggiunto il 50 per cento dei voti, il numero degli aventi diritto si è ristretto a 59.190, poiché in alcune Regioni, come Abruzzo, Molise e Puglia le elezioni si sono esaurite con primo e secondo turno. Qui hanno votato in tutto 7.678 giornalisti, dei quali 4.697 professionisti e 2.981 pubblicisti. La percentuale di voto è scesa al 13 per cento. 

scarsa affezione

Insomma, percentuali basse che dimostrano scarsa affezione della categoria nei confronti dei propri organi istituzionali. Ma va sottolineato che se confrontiamo questi dati con quelli dell’ultima tornata elettorale, anno 2017, vediamo che al primo turno votarono 777 giornalisti (contro i 4.089 di questa volta), al secondo 12.982 giornalisti (contro i 17.317 di questa volta) e al ballottaggio 4.521 (contro i 7.678 del 2021). Merito senza dubbio della possibilità di esprimersi anche online. Per fare qualche esempio, al secondo turno fra i professionisti 1.802 hanno votato in presenza e ben 6.067 online; fra i pubblicisti 2.359 hanno votato in presenza e 7.089 online. Nonostante i molti problemi suscitati dalle procedure del voto online, non semplicissime (la prima volta non lo è mai).

Professione Reporter

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