La Stampa di Massimo Giannini riapre “Specchio”, il settimanale che uscì dal 1996 (direzione di Ezio Mauro) fino al 2009. Non sarà però una rivista in carta lucida e in formato Espresso, come era allora, sarà invece un inserto grande come il quotidiano, “ma con carta migliorata”, come ha scritto il direttore Massimo Giannini in una lettera alla redazione. Il primo numero, un “numero zero”, porta la data di domenica 31 gennaio. Sarà un magazine “popolare”, nel primo numero la copertina sarà sul Covid con un pezzo di Gabriele Romagnoli. Romagnoli, come altre firme, lavora -a giorni o settimane alterne- per la Repubblica e per la Stampa. Dentro, una grande intervista a Mara Venier, la prima puntata della serie “Grandi delitti” di Gianluca Nuzzi, e poi moda, tempo libero, spettacolo. Non un raccoglitore di pubblicità, però. Anzi, con una idea di fondo, rinunciare alla pubblicità invasiva.

Quaranta pagine i primi due numeri, per poi stabilizzarsi a 32 pagine. Distribuito insieme alla Stampa e sull’intera rete delle testate del gruppo Gnn (Secolo XIX e altri otto quotidiani locali), con un sovrapprezzo di 50 centesimi.

“spirito di squadra”

Francesca Sforza, già corrispondente da Berlino e da Mosca e caporedattrice Esteri sarà responsabile del coordinamento alla Stampa. Massimo Righi, del coordinamento Gnn.

Il nuovo settimanale si farà con le forze già esistenti nel giornale. Il direttore si dice consapevole che, in regime di solidarietà, la redazione dovrà effettuare un ulteriore sforzo. Ma è convinto che la redazione saprà rispondere con responsabilità e spirito di squadra, come ha fatto finora.

Il Comitato di redazione condivide la scommessa del nuovo settimanale, con alcune perplessità: “A partire dal fatto che questa iniziativa non nasce con una redazione dedicata,  ma potrà contare solamente sul nostro volontariato. Quello di colleghi che in molti casi ricoprono già più ruoli in redazione. E a cui sarà chiesto maggiore impegno nonostante i pesanti tagli agli stipendi, gli organici dei settori e della tipografia ridotti all’osso, significative lacune nell’organizzazione carta/web e nello smart-working”.

content hub

Sforza e Righi si faranno carico  di “Specchio” e continueranno a fare il lavoro di oggi, fra giornale e sito Web, Supplementi Speciali del lunedì e Content Hub Gedi.

Lo stesso per la parte rimanente della struttura. Un gruppo di colleghe e di colleghi, continuando a fare fronte agli impegni e incarichi attuali, collaboreranno all’ideazione, alla progettazione e alla realizzazione di “Specchio”. Per questa prima fase Giannini fa i nomi di Maria Berlinguer, Paolo Brusorio, Maria Corbi, Angelo Di Marino, Alberto Infelise, Anna Masera, Giuseppe Salvaggiulo, Raffaella Silipo, Michela Tamburrino.

Nella scrittura daranno il loro contributo anche i colleghi dei quotidiani locali.

Nella sua lettera, Giannini annuncia che il gennaio 2021 inizia alla Stampa nel migliore dei modi. Motivi: “Sul digitale, nostro primo terreno di sfida, le percentuali di crescita sono eccezionali, sia in termini di traffico sia in termini di abbonamenti. Sul tradizionale, nuovi lockdown permettendo, il tentativo di arginare la caduta diffusionale con la riqualificazione del prodotto ci sta premiando”.

“il mio sincero grazie”

Da qui la decisione di nuove iniziative: l’azienda -dice Giannini- ha messo a disposizione una quota rilevante di investimenti.

“Sono certo -conclude il direttore- che anche in questa occasione saprete confermare la disponibilità, la serietà e la qualità delle quali avete dato ampia prova nella fase più critica della nostra vita personale e professionale. E per le quali torno, ancora una volta, a dirvi il mio più sincero grazie”.

Ventiquattrore dopo il cdr risponde con le sue perplessità. Nel suo comunicato parla degli sforzi quotidiani per assicurare l’uscita del giornale e del web: straordinari non pagati per le ore eccedenti i forfait, corte e ferie saltate per evitare sovrapposizioni con i giorni di solidarietà, spropositato ricorso ai collaboratori (sovente mal pagati): “Ora ci viene chiesto un ulteriore impegno. Non ci tireremo indietro, ovviamente, ma monitoreremo con attenzione i carichi di lavoro che il nuovo supplemento comporterà per tutti noi. A partire dal fatto che la sua lavorazione dovrà avvenire necessariamente nell’orario ordinario, ma soprattutto dovrà consentire, nel breve termine, un alleggerimento dei tagli dovuti alla solidarietà. Per questo motivo abbiamo chiesto e ottenuto dall’azienda la riduzione di tre esuberi dal totale complessivo: questi si sommeranno ai tre colleghi che hanno già lasciato il giornale, e comporteranno, si spera, una riduzione della solidarietà non appena raggiungeremo quota sette”.

(nella foto, Francesca Sforza)

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