Il Giornale di Sicilia non è stato in edicola il 28 e 29 ottobre per uno sciopero proclamato dal comitato di redazione. Motivo: i 17 licenziamenti decisi dalla proprietà.
“Da settimane siamo impegnati in un duro braccio di ferro con l’azienda – dice una nota del cdr – che ha chiesto un incremento della riduzione dell’orario di lavoro portando gli esuberi di personale a 17 su un organico di 34. Un atto di macelleria sociale, non giustificabile nemmeno in questo momento di crisi che tocca tutte le altre aziende editoriali. Ma solo la Ses, controllata dalla fondazione Bonino Pulejo, che ha acquistato il pacchetto di maggioranza del quotidiano palermitano tre anni fa, chiede sacrifici così imponenti e inaccettabili alla redazione. Rifiutando ogni altra soluzione che pure esiste: piani di prepensionamento, esodi incentivati, trasferimento alla redazione del sito internet inspiegabilmente ancora affidato a un service esterno”. Come si legge ancora nella nota, “si è chiusa con un nulla di fatto la consultazione sindacale in sede nazionale con la quale si sperava ancora in un margine di trattativa possibile, soprattutto adottando la Cassa Covid, strumento che tutte le aziende in crisi stanno accettando. Ma la società la accordava a condizioni improponibili: con una decurtazione dello stipendio del 41 per cento. La società ha scelto di andare avanti e ha presentato alla Regione la richiesta di confronto per il riconoscimento dello stato di crisi”.

Il prossimo passo è quindi la CIG a zero ore e poi l’espulsione di 17 giornalisti: “Proprio quest’anno il Giornale di Sicilia ha tagliato il traguardo dei 160 anni. Faremo sentire le nostre ragioni -conclude la nota- ovunque sia necessario, pur rimanendo sempre disponibili a riprendere il filo della discussione e del dialogo purché su basi che non compromettano la sopravvivenza del giornale e delle nostre famiglie”.

L’Editore del Giornale di Sicilia risponde sottolineando che “lo sciopero proclamato dal cdr del Giornale di Sicilia arriva a fronte di una regolare procedura seguita dall’azienda e abbondantemente preannunciata, visto il mancato accordo in sede sindacale. Non intendiamo interrompere la disponibilità al dialogo e al cdr è stata offerta la possibilità di un ulteriore confronto, anche prima del prossimo incontro chiesto all’assessorato regionale al Lavoro. Dove purtroppo si dovrà ripartire da zero. ma non si possono certo interrompere procedure i cui tempi sono scanditi dalle norme esistenti. L’obiettivo principale rimane garantire il futuro del Giornale di Sicilia, a tutela della sua storia, dei suoi lettori e dei suoi stessi dipendenti.”lg.gif

2 Commenti

  1. Complimenti per la notizia su Walter Veltroni.Bisognerebbe però approfondirla. Vi sembra normale che un ex segretario del partito ex Pci,poi Ds ed ora Pd sia diventato in breve tempo un importante editorialista del più importante quotidiano italiano ? Lo stesso che “occupa” pagine del Corriere per pubblicizzare il suo giallo. Veltroni ha ancora partedegli organi di direzione del Pd e gode dei privilegi che conosciamo.Tutto questo mentre lo scenario di crisi dei media è noto : i giornalisti disoccupati sono migliaia e altrettanti sono i colleghi che cercano di lavorare,anche gratis,nei giornali ma non vi riescono . Mi chiedo ,ma spero di sbagliarmi : l’attuale direttore del “Corriere”,Luciano Fontana,è molto amico di Veltroni,ma è stato capo redattore dell’Unità ,quando Veltroni era direttore politico. Ci dice qualcosa tutto questo ?