Nella notte di sabato 24 ottobre accade un fatto che apre lo sguardo su due aspetti del momento. Aspetti contrapposti. Peccato però che finisca soltanto nelle cronache locali, non appaia sui grandi giornali, nei tg o nei servizi dei talk show.

Prima notizia: settanta auto di personale medico e infermieristico dell’ospedale di Rimini vengono gravemente danneggiate, puro atto di vandalismo. Appartengono a medici e infermieri che stanno facendo il turno di notte. “Un attacco mirato”, ha commentato il rappresentante della sicurezza dell’Azienda sanitaria, osservando che automobili non appartenenti a dipendenti ospedalieri parcheggiate nelle vicinanze del raid, non sono state toccate. Un esempio: anche la ferocia appartiene alle grandi crisi. Senza alcun motivo vengono colpiti gli “eroi”, che cercano ogni giorno di salvare vite.

Seconda notizia, collegata: nella serata di lunedì 26 il Consorzio dei carrozzieri della città romagnola si offre di riparare gratis le auto danneggiate. Anche la solidarietà si riscopre nelle grandi crisi.

Tutto questo finisce in nazionale sul Fatto Quotidiano e poi nelle cronache locali del Resto del carlino, del Corriere di Bologna, di Rimini today.

Poteva essere uno spunto per alleggerire la tensione, sentire i carrozzieri e i medici, umanizzare i dati.

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