Via Andrea Noale, zona La Rustica di Roma est. Sede dell’Unione Industriali. Si conclude la quarta tranche delle firme sotto i contratti. Ora è ufficiale, 240 partite Iva, assistenti ai programmi, programmisti registi e altre figure professionali continuano il loro percorso in Rai come giornalisti. Dal primo ottobre. Perché azienda e sindacato hanno convenuto con un accordo firmato nel luglio 2019 che fanno i giornalisti.

In un momento di cattive notizie sul fronte occupazionale -stati di crisi, casse integrazioni, prepensionamenti- si tratta di un evento molto rilevante. Con ricadute importanti anche per l’Inpgi.

Questa storia si trascina da vent’anni. Parliamo dei programmi della Rai che non sono telegiornali, ma fanno informazione. Esempi: Uno Mattina, Porta a Porta, La Vita in diretta, Agorà, Report, Cartabianca. In questi programmi sono impegnate da anni persone che svolgono un lavoro da giornalisti, ma non sono riconosciuti come tali. Da tempo il sindacato Usigrai ha tentato di risolvere la questione, ma solo recentemente l’azienda ha accettato di discutere e poi di firmare un accordo. L’amministratore delegato Fabrizio Salini, il direttore delle Risorse umane, Felice Ventura, il segretario Usigrai Vittorio Di Trapani, con l’assistenza della Federazione della Stampa, hanno messo il loro nome sotto il riconoscimento di 240 nuovi giornalisti.

E’ stato laborioso. Sono stati identificati i programmi che negli ultimi 15 anni richiedevano specifiche competenze giornalistiche e quindi all’interno dei programmi sono stati poi identificati coloro che facevano i giornalisti ma non lo erano. E che avevano diritto a ciò che è stato chiamato “giusto contratto”.

Alla fine, il numero emerso è 240. Due terzi partite Iva. Due terzi donne.

Di Trapani ha ringraziato, fra gli altri, Lidia Galeazzo, “frontwoman” della trattativa sindacale, Paola Moroni e Marco Vignudelli e la Fnsi.
Ora -dice Usigrai- l’accordo andrà completato con gli aspetti sugli esclusi e sui free lance.

(nella foto, Vittorio Di Trapani)

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