Premiare i giornalisti? Perché? Forse per segnalare che questa categoria, giustamente criticata ma talvolta ingiustamente vituperata, sa esprimere persone e professionalità di notevole valore.

Da qualche anno viene assegnato il premio intitolato a Franco Giustolisi. Inchiestista rigoroso, appassionato (l’Espresso, L’Unità, il Manifesto, i servizi televisivi), Giustolisi ci ha lasciato un libro, “L’armadio della vergogna”, in cui sono raccolti i fascicoli delle stragi compiute dai nazisti (ma anche dai repubblichini italiani) subito dopo la fine della guerra. Migliaia di uomini, donne e bambini uccisi (a Sant’Anna di Stazzema, a Capistrello…).

I fascicoli Franco li trovò in un armadio, nascosto in sottoscala dei servizi segreti, un mobile che aveva le ante rivolte verso il muro, affinché nessuno potesse aprirlo. Le inchieste giudiziarie sulle uccisioni di migliaia di persone, procedimenti mai portati a compimento, perché occorreva imporre il silenzio e far vincere la ragion di. Stato.

Cerimonia alla Camera dei deputati, presenti i bambini di una scuola di Roccaraso, che conoscevano i particolari dell’eccidio di Limmari, bosco di Pietransieri, nel comune di Roccaraso, dove vennero trucidate 128 persone. Ad assegnare i premi, la giuria, guidata da Sandra Bonsanti e composta da Livia Giustolisi, Silvia Garambois, Lucia Visca, Virginia Piccolillo, Marzio Breda, Vittorio Emiliani, Bruno Manfellotto, Daniele Biacchessi, Vittorio Roidi. Nella Sala della Regina, dopo alcuni interventi istituzionali (il vicepresidente della Camera  Ettore Rosato, l’ex presidente del Senato Piero Grasso, l’ex presidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, il sindaco di Roccaraso Francesco Di Donato), il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha annunciato che l’archivio Giustolisi verrà ospitato in un antico edificio di Firenze, l’ex ospedale San Giovanni di Dio, a borgo Ognissanti. 

Questi i vincitori del premio, nelle varie sezioni, con le rispettive motivazioni:

Premio Franco Giustolisi “Giustizia e verità”

Federica Iezzi (Il Manifesto), inchiesta su immigrazione dalla Somalia ai Balcani, ex aequo.

“Con i suoi reportage ha raccontato le tragedie dei dimenticati, dando voce agli invisibili, siano essi i migranti bloccati sulle frontiere dei Balcani o gli sfollati della Somalia. Ha restituito al fenomeno delle grandi migrazioni e della sofferenza di interi popoli la sua dimensione globale, strappandoci dall’intollerante provincialismo con cui troppo spesso si affrontano questi temi epocali”.

Lorenzo Cremonesi (Corriere della Sera), ex aequo.

“Per l’innovativo metodo utilizzato nell’inchiesta su Padre Dall’Oglio. Attraverso testo scritto, immagini, video e utilizzando le potenzialità del web, Cremonesi una realizzato un esempio di come multimedialità e crossmedialità  possano essere scelti per valorizzare e non svilire il lavoro giornalistico. Cremonesi ci porta nella Siria martoriata e ce ne fa vivere gli orrori attraverso la presa diretta fatta con gli occhi del cronista”.

Giulio Mola (Il Giorno), inchiesta “Sport malato”, pubblicata in più puntate su “Quotidiano Nazionale”, menzione speciale.

“Il riconoscimento va a un giornalista che con coraggio ha scelto come oggetto di indagine un mondo popolarissimo, quello dello sport, di cui generalmente si esaltano solo trionfi, successi e spettacolarità, Questa segnalazione premia anche la costanza, la tenacia con la quale Mola da anni conduce il suo lavoro documentando in articoli e libri le tante sofferenze (e le tragedie) che costituiscono l’altra faccia dello sport, il suo lato oscuro, come, appunto, le malattie legate all’uso spregiudicato di farmaci e stimolanti”.

Premio speciale “Franco Giustolisi – Fuori dall’armadio

Valerio Cataldi (Rai 3-Tg3), “Narcotica”.

“Ha affrontato in modo diverso e innovativo il giornalismo d’inchiesta e il modo di raccontare la cronaca, quella del traffico di droga, dalla Colombia alla Calabria, dal Messico all’Albania. Con l’occhio puntato a un problema globale, che appartiene a tutti, non a questo o a quel Paese. Un lavoro importante, profondo e durissimo talvolta, nelle immagini e nei racconti dei testimoni, realizzato in sinergia tra il Tg3 e Rai 3. Il narcotraffico viene scandagliato attraverso vittime, colpevoli, ma anche tanti eroi “normali” che combattono lo strapotere della ‘ndrangheta ogni giorno, nella speranza che qualcosa possa cambiare. Una guida d’eccezione, un Virgilio molto particolare, ci accompagna nel ginepraio delle indagini  in giro per il mondo, alla scoperta, anche recentissima del traffico immenso che ruota intorno alla droga: Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro”. 

Premio letterario

Paolo Berizzi, “Nazitalia”, Baldini e Castoldi.

“Per averci accompagnato, con il certosino metodo dell’inchiesta giornalistica, in un viaggio apparentemente normale attraverso la galassia fascista emersa nel corso degli anni e protagonista alla luce del sole della politica e della cronaca, spesso nera. Una realtà tollerata, nonostante il reato di apologia del fascismo esista ancora, e che ci trasporta ben oltre la tragedia del reale”.

Benedetta Tobagi, “Piazza Fontana”, Einaudi, menzione speciale.

“Per aver applicato con rigore e passione il metodo storico al giornalismo e la curiositá giornalistica alla storia, offrendo tasselli in più a chi, come lei, è convinto che “lenta ma forte, la verità continua a farsi strada”.

Francesca Mannocchi, “Io Khaled vendo uomini e sono innocente”, Einaudi, menzione speciale.

“Ha dipinto con la mano rapida del cronista un ritratto desolante. La storia di un giovane libico che ha partecipato alla rivoluzione per deporre Gheddafi e oggi dice “Compro e vendo esseri umani e anche il mare si tiene una parte della mia mercanzia”. Un mondo di disperati, del quale a noi europei arrivano solo immagini e conseguenze che cerchiamo subito di dimenticare”.

Premio speciale della giuria

– l’intera redazione del programma “Report”, per il complesso delle inchieste trasmesse.

“La trasmissione di Raitre, condotta da Sigfrido Ranucci, non ha solo fatto storia nell’inchiesta investigativa televisiva, ma è riuscita a portare alla ribalta insieme a problemi politici ed economici anche questioni legate alla vita concreta e quotidiana della popolazione, puntando le telecamere su realtà del nostro paese spesso dimenticate, o sottovalutate dai media”.

Premio alla memoria

–  Vittorio Nisticò e il giornale “l’Ora” con il libro “L’Ora, edizione straordinaria”, Editore Regione siciliana.

“Premio alla memoria molteplice e di grande caratura. A un grandissimo direttore, Vittorio Nisticò, nel decennale della scomparsa, a un quotidiano, L’Ora, il giornale di Palermo, e della Sicilia tutta, che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del giornalismo d’inchiesta, di altissimo coraggio, a un libro “L’Ora, edizione straordinaria” (edito dalla Regione siciliana), e realizzato con il contributo di 47 cronisti del quotidiano, chiuso nel maggio del 1992. E per la prima volta, a ricordare l’impegno civile e la portata storica del primo quotidiano che inventò le inchieste, nel senso più moderno del termine, è stata intitolata recentemente una strada di Palermo, “via Giornale L’Ora”. Un lungo racconto emozionante, che si snoda per 40 anni della storia del nostro Paese: dall’attentato alla tipografia del giornale nel 1958, all’uccisione di tre cronisti, Mauro De Mauro, Cosimo Cristina e Giovanni Spampinato. Pagando un prezzo altissimo al racconto della mafia, denunciandone affari, collusioni, esponenti di spicco, con un senso raro dell’impegno civile, etico, che la stampa dovrebbe, oggi più che mai, perseguire”.

Premio radiofonia

Roberto Festa (Radio Popolare), “Diario americano”, menzione speciale

“”Diario americano”, inserito nel programma “Esteri” di Radio Popolare, per la capacità di cogliere aspetti anche inediti della politica, della cultura, del costume e dei fermenti culturali della società americana. È anche una menzione più generale ai 43 anni di informazione libera e indipendente di Radio Popolare, in gran parte sostenuta dai suoi ascoltatori“.

Professione Reporter 

(nella foto, Federica Iezzi)